Palombaro e Grotta Sant’Angelo

Palombaro è un borgo di poco più di mille abitanti situato in provincia di Chieti, il comune è per lo più noto per ospitare la Riserva naturale Fara San Martino Palombaro  e la grotta Sant’Angelo, ma prima di arrivarci facciamo un giro per Palombaro.

 

Una veduta di Palombaro

Il campanile della chiesa di Santa Maria Assunta

Una veduta alzando gli occhi al cielo

Per le vie del borgo

Diverse case hanno delle scritte lungo i muri….

…non so cosa vogliano dire e perché ci siano, però ci stanno bene

Uno svincolo

Non tutto sta in piedi, tuttavia nel complesso il borgo è curato

Passiamo ora alla grotta Sant’Angelo, si trova in una contrada di Palombaro, Sant’Agata d’Ugno; si tratta di un eremo risalente al XI secolo, a cui si arriva facilmente dopo aver raggiunto l’area attrezzata, dove ci sono diverse aree Pic-Nic, una decina di minuti e si è in grotta, ma sapete cosa c’è dentro??

Questa è la prima scena che vi si presenta davanti

Questa la seconda dal lato sinistro

Una veduta ravvicinata

E infine girandosi di spalle

Come avrete potuto intuire dalle cime degli alberi, ho visitato questo luogo in inverno; vi consiglio di visitare questo paese e questa grotta se non siete dei tipi mattinieri che si svegliano all’alba, perché si riesce a vedere tutto in poco tempo, borgo piacevole e grotta che, seppur povera nei contenuti, è facile da raggiungere con un’area dove poter fare un Pic-Nic con tavoli e sedie.

Alla prossima !!!

 

 

 

Grucciolandia 2017

Sempre più colori nei cieli abruzzesi: anni fa non avevo mai visto i Gruccioni se non in libri e documentari,  li credevo pennuti estranei all’Italia, una di quelle specie che se prendi l’aereo e sei fortunato magari le vedi col binocolo oltreconfine. Poi sono cominciati ad arrivare anche qui da noi, i forum di fotografia naturalistica si riempiono di questi pennuti colorati, fino al punto che non fanno più neanche tanto clamore; noi fotografi ci siamo abituati ai Gruccioni e ogni anno li fotografiamo, spesso per passatempo, credendo che sarà difficile fare qualcosa di diverso dalla volta precedente…….io no, io provo sempre ad alzare l’asticella dell’anno prima.

 

Gruccione in ascesa per rientro nel nido

Maschio con ape da portare alla sua lei….

…..questa lei, non l’altra che se ne sta a guardare

Stretching serale dopo la caccia ci vuole sempre

Gruccione incorniciato dal fogliame

Gruccione con coleottero in atterraggio

Gruccione in planata

Ed ecco qua, questa è la mia collezione primavera/estate 2017, dite che non riuscirò a fare meglio l’anno prossimo ??

Io credo di sì, le idee non mi mancano, semmai il tempo libero, quello si che è sempre più difficile da trovare; un’idea potrei già realizzarla adesso, se non è troppo tardi: quando ti alzi al mattino e te li vedi fuori dalla finestra nei campi vicini, perché porsi dei limiti se gioco in casa ??!!!

Al prossimo anno per la prossima collezione colorata!!!

 

Limicolandia al Tordino

Limicolandia, ovvero quando in primavera alle foci dei nostri fiumi tornano i piccoli limicoli colorati che vanno su e giù in cerca di cibo; quest’anno per via della sua conformazione e della scarsa portata d’acqua, ho scelto il fiume Tordino come luogo in cui fare degli appostamenti: stivali, tappetino yoga e rete fogliata, questi sono gli accessori principali fondamentali per questi scatti. In realtà, come ho già dimostrato, molti limicoli si possono avvicinare anche strisciando a terra, ma io volevo andare nelle spiaggette “in mezzo” al fiume, inoltre alcuni soggetti non sono molto socievoli, ad esempio i gambecchi: presi singolarmente riesco anche ad avvicinarmi ma in gruppo basta che uno di loro lanci l’allarme e scappano via tutti, e lo stesso accade per altri limicoli come i piovanelli. Ma basta con le ciance, eccovi la carrellata di foto.

Il corriere piccolo, presenza fissa, non andrà via ma nidificherà come tutti gli anni qui vicino casa nostra

 

L’ospite di passaggio nel suo abito riproduttivo, il corriere grosso

Il piccolo corriere grosso alle prese con un lombrico

Il piro piro boschereccio

Sempre lui, il piro piro boschereccio, in questa foto maggiormente ambientata si possono intuire le sue dimensioni minute….

……ma non così minute se li si confronta con i gambecchi! Non sono riuscito ad avvicinarmi troppo a loro e loro non si sono avvicinati a me….non stavolta almeno

ed infine il piovanello comune, a sinistra un esemplare quasi in abito riproduttivo, a destra invece un esemplare che ancora deve arrossarsi…

…..ecco cosa intendo, questa foto dello scorso anno rende meglio l’dea di come diventi rosso il piovanello nel suo abito riproduttivo, che in realtà neanche qui è al 100%

Ovviamente queste sono solo alcune delle foto che ho realizzato al Tordino durante i mesi di aprile/maggio, altro materiale lo pubblicherò altrove, magari sulla mia nuova pagina Facebook dove mi sto promuovendo come fotografo a tutti gli effetti, vi piacciono le mie foto ??

Allora cliccate “Mi Piace” sulla mia pagina Facebook 

Alla prossima !!!

 

Inanellando il Martino

Bentornati gente, sono stato un po’ assente sul blog, ho perfino saltato la regola di “un articolo al mese” che mi ero imposto, ma ho una scusa: tra lavoro e fotografia ho aggiunto un altro impegno, un impegno che mi terrà sveglio molto presto la mattina per un po’ di domeniche per qualche anno, ovvero il volontariato per diventare collaboratore/assistente inanellatore, cioè aiutare chi svolge l’attività di monitoraggio dei nostri amici pennuti per scopo scientifico. Qui per saperne di più.

Sto svolgendo questa attività presso la riserva regionale Sentina a Porto d’Ascoli e prevede di piazzare delle reti per catturare gli uccellini all’alba, dopo di che persone qualificate ogni ora vanno a prelevarli e l’inanellatore prende loro le misure biometriche e mette sulla una loro zampina un anellino con su scritto un codice.

 Il mio ruolo per adesso è solo quello di mettere e togliere le reti e scrivere dei fogli di carta……..per ora !!!

Se vi state chiedendo in che maniera mi ripaga tutto ciò, vi rispondo con un video, un video che spiega come un uccello, il martin pescatore, adotta una messa in scena per farsi liberare. Il martin pescatore ( per gli amici “il martino”),  se insidiato da un predatore, come ultima difesa si finge morto dal momento che molti predatori non si cibano di carcasse; allora lui stira i muscoli del corpo per sembrare una carcassa in decomposizione, guardate il video sotto.

 

Ovviamente dopo volerà via, giusto il tempo si sentirsi libero di farlo, e questa è solo una delle meraviglie della natura a cui si puo’ assistere: il torcicollo ad esempio si finge un serpente, la cannaiola o lo storno invece piu’ semplicemente ti fracassano le orecchie, alcuni invece non fanno nulla, ma poterli vedere da vicino ti fa capire quanto belli siano se visti da un’altra prospettiva.

Sapreste ad esempio poter riconosce e capire quanto bella sia la Sterpazzolina  da lontano??

….avete mai visto queste sfumature sul capo di un semplice passerotto ???

 

Alla prossima ragazzi !!!

 

 

Incontri che non ti aspetti

Nella vita ci sono momenti no, quelli in cui tutto sembra andare per il verso storto e ci si sente pessimisti, ci sono momenti “Yeah” dove tutto sembra andare invece per il verso giusto e si guarda avanti con ottimismo, poi ci sono le famose “Botte di Culo” e come in questo caso, quando ne sono due in poco tempo, quelle che io chiamo “Botte di Culo Ancestrali”

Quando il mio amico Silvio mi chiama e mi dice “Vincè c’è un cigno al Vibrata”, la prima cosa che mi viene in mente è la possibilità che sia un cigno reale, cosa strana ma di questi tempo non si sa mai, e invece si tratta di un cigno selvatico, cosa ancora più strana. Tuttavia,  dato che non molto lontano da lì c’è un Giardino botanico/Oasi naturalistica con un laghetto che ospita alcune anatre e cigni, ho pensato subito che fosse scappato da lì, cerco il numero di telefono su internet, chiamo e ricevo la conferma che il proprietario non ha fatto in tempo a spuntare le ali al cigno prima che quello scappasse; dice che proverà a riprenderlo il giorno dopo e penso ci sia riuscito perché il giorno dopo vado a portargli del cibo e non lo trovo più. Penso abbiano usato qualche rete, aveva una distanza di fuga di 5 metri circa, chi lo ha visto volare dice che lo ha fatto solo in presenza di rumori forti emessi dai lavori che stanno facendo sul ponte ciclopedonale.

Bello eh ??

Penso che la foce con la sua conformazione a cerchio per lui sia come un laghetto

Non vedevo che tirava su da mangiare quando tirava fuori il becco dall’acqua, ecco perché ho chiamato il proprietario dell’oasi e volevo portargli da magiare

Ma quando ti ricapita ??? Non sono andato in Islanda e neanche ho pagato uno biglietto che mi ritrovo un cigno selvatico in un’ambientazione inusuale e bella

Tenerissimo

Alla fine c’è chi perde un cigno e chi perde le chiavi della macchina….ma questa è un’altra storia

Bene, come spiegato in precedenza, non basta un solo evento fortunato, in fotografia ci vogliono due eventi fortunati in poco tempo per creare una “Botta di Culo Ancestrale” 

Era un sabato mattina, io e il mio amico Silvio decidiamo di darci appuntamento per cercare di fotografare i Ciuffolotti nel parco Nazionale del Gran Sasso, impresa poi non riuscita, però, quando mi incontro con Silvio e scarico la mia attrezzatura per caricarla nella sua auto, lui mi fa notare che non ho preso il treppiede; ovvio, l’ho lasciato a casa, quindi riprendo l’auto, vado a casa, prendo il treppiede, quando ad un certo punto sul ciglio della strada vedo muoversi quello che lì per lì mi sembra un fagiano, proseguo finché nella mia mente non sorge un dubbio: ” Ma da quando i fagiani sono senza coda???!!!” ……..Rigiro di nuovo e cosa vedo …………

 

Pernice Rossa, foto fatta dall’auto

Prima di scendere dall’auto ho chiamato Silvio cosicché anche lui possa fotografarla; gli scatti successivi sono allo scoperto, sembra che la sua tendenza sia quella di acquattarsi a terra anziché scappare di fretta.

Neanche questa specie di uccello dovrebbe trovarsi qui ma in Spagna, Francia o al massimo in Valle d’Aosta; parlandone con un inanellatore l’ipotesi più accreditata è che sia stata introdotta in Italia illegalmente a scopo venatorio; resta comunque un bell’animale!  

I Trabucchi di Fossacesia

Da Francavilla al mare fino a Vasto si estende la famosa Costa dei Trabucchi, nel mezzo c’è la città di Fossacesia; non ho molto da dire su questa città, è semplicemente stupenda, non solo la parte della costa ma anche il centro storico ha il suo fascino, vi riassumo ciò  che ho visto nelle mie foto.

Il centro Storico

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La vita nella città

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Il palazzo Mayer, costruito intorno al 1834, all’interno è stata inglobata una chiesa, è visitabile prenotando.

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Tenuta di caccia della famiglia Mayer,  come avrete intuito parliamo di una famiglia borghese dell’800.

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La chiesa di San Donato

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Abbazia di San Giovanni in Venere

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La parte posteriore

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Particolare della porta di ingresso laterale

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L’interno

Al di là di quello che vedete c’è molto altro, il belvedere sulla costa, il chiosco dietro l’abbazia, la chiesa del Santissimo Rosario, la piazzetta dei lettori, scorci molti belli e vicoli curati !!!

 

I Trabocchi

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Direi che le immagini parlano da sole ma se non bastasse per farvi preparare le valigie vi dico anche un’ altra cosa….

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……si mangia divinamente !!!!!!