Tra i gabbiani di GIulianova

E’ fine marzo e debbo dire che ho scritto poco, questo non significa che ho visto e fotografato poco, semmai il contrario: potrei parlarvi di Colonella, potrei parlarvi del fatto che sono diventato socio LIPU e sto assistendo all’inanellamento degli uccelli alla riserva naturale regionale Sentina, potrei raccontarvi che una mia foto è finita in finale nel concorso internazionale di fotografia naturalistica “Oasis photo contest” , ma non lo faccio.

Mi piace entrare nella testa del lettore e chiedermi cosa potrebbe pensare di tutto ciò, mi immagino che pensiate che quello di cui non voglio parlare non può essere peggio dei gabbiani di Giulianova, ma non è cosi; non scrivo di Colonnella, per esempio, perché in questo momento non si presta un granché ad essere fotografata, appena entrato in città ho visto tanti di quei ponteggi sulla chiesa ai piedi della scalinata che ho capito che non era il caso di dedicargli un articolo intero.

colonella

 

Colonella come era qualche giorno fa, sul retro stanno facendo anche altri lavori, magari quando ci tornerò sarà migliore.

Ora vi spiego invece perché non posso parlarvi della LIPU che sta inanellando gli uccelli alla Riserva Sentina: semplice, sta nelle Marche e il tema di questo blog è l’Abruzzo, altrimenti lo chiamavo FotoMarche, ma a voi nulla vieta di andarci nel fine settimana e di assistere fino al 30 di questo mese alla cattura e all’inanellamento degli uccelli presenti in riserva in questo periodo di migrazione.

Sentina

La Sentina , giusto qualche metro più in là del confine con le Marche, dopo il fiume Tronto

Ecco alcuni esemplari catturati per essere inanellati e raccogliere dati su età e stato fisico, ovviamente vengono tutti rimessi immediatamente in libertà, la procedura di raccolta dati e inanellamento dura pochi minuti.

Tordo

Tordo

cinciallegra

Cinciallegra

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Usignolo di fiume

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Migliarino di palude

Ora torniamo in tema: perché parlare di gabbiani, quegli uccelli tutti uguali presenti in grandissima quantità a Giulianova o in qualsiasi altro porto dell’Adriatico??

Perché non sono tutti uguali e perché, specialmente nel periodo migratorio, sono presenti anche sulle nostre coste alcuni gabbiani poco comuni o addirittura specie diverse di uccelli a fargli compagnia in riva al mare, non ci credete ??

Guardate sotto !!!

gabbiani comuni 

Questi sono gabbiani comuni, sembrano messi apposta in posa per potervi spiegare la differenza che c’è tra un gabbiano con abito invernale ed uno con abito nuziale (quello con il cappuccio nero in testa)

gabbiano caspio

Questo non è di certo un gabbiano comune: è un gabbiano pontico o se preferite caspio e si differenzia dal gabbiano reale, cui somiglia, per la postura eretta, le zampe lunghe e l’aspetto pettoruto; trascorre da queste parti solo l’inverno, anzi è anche piuttosto raro. Da notare come i gabbiani comuni che gli girano intorno siano insignificanti rispetto a lui per dimensioni.

gabbiano reale

Questo è un gabbiano reale, presente tutto l’anno.

gabbiano corallino

Questo invece è un gabbiano corallino che sta mettendo su l’abito nuziale; dopo averlo messo partirà per riprodursi nel nord Europa. E’ presente da noi in inverno, non è rarissimo ma sempre bello da vedere.

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Ecco un altro gabbiano corallino che però ha messo su l’abito nuziale già al 90%, i suoi ormoni ormai stanno impazzendo, vuole riprodursi e infatti nel momento in cui vi scrivo non ne troverete più neanche uno.

Con i gabbiani abbiamo finito, se siete fortunati e conoscete gli uccelli potreste trovarne anche altri rari ma per questo inverno io mi son fermato qui; come già detto però, spesso in questo periodo hanno ospiti che gli fanno compagnia, giusto il tempo di una breve sosta per poi tornare a migrare verso nord.

IMG_2851

Questi non sono gabbiani, sono Beccapesci !!

beccapesci

Qui si vede meglio la differenza tra un beccapesci e un gabbiano comune.

beccapesci in volo

Beccapesci in volo

cavalieri di Italia

Cavalieri D’Italia. Solitamente li potreste trovare alla foce dei fiumi o nelle paludi, specialmente nel nord Italia e nell’Europa centrale però alle volte succede che si fermino a far compagnia ai gabbiani sulla spiaggia durante il loro tragitto migratorio.

Che dite, è valsa la pena parlarvi di gabbiani o vi ho annoiato ??? Avrei potuto parlarvi di altro come detto prima ma . . . .in fin dei conti un po’ l’ho fatto 🙂

La storia più bella che vi voglio infine raccontare è quella di un gabbiano reale che ho deciso di chiamare Gabbian Kirk Maynard.

Su uno scoglio vidi un giorno un gabbiano ferito, sembrava messo malissimo, aveva un’ala che sembrava spezzata, mi avvicino e lui per paura si butta in acqua lasciandosi trasportare dalle onde, penso per lui già il peggio e la foto sotto fa presagire questo.

gabbiano ferito

Decisamente messo male.

Non potendo fare niente torno a casa, pensando che la natura in fondo è anche questo perché non so che concezione avete voi della natura ma io, benché amo gli animali, non metto aggettivi del tipo “la natura è bella” o quant’altro quando ne parlo, per me la natura è natura, bella e crudele allo stesso tempo.

Due giorni dopo, avendo una mezza giornata libera dal lavoro, torno al porto e lo ritrovo nello stesso punto, questa volta si lascia avvicinare di più e la sua ala sembra stare meglio, io mi avvicino e lui non scappa. Credevo comunque che fosse messo male perché era stanco e malnutrito, mi avvicino a lui a circa 4 metri di distanza e mi siedo su uno scoglio, ero convinto di poterlo catturare perciò chiamo la mia ragazza per farmi dare il numero di telefono della LIPU e purtroppo scopro che il delegato della provincia di Teramo è venuto a mancare; comunque sua moglie, molto gentilmente, mi consiglia di rivolgermi alla forestale o al WWF, bene, io non faccio in tempo a ricomporre un numero di telefono che lui spicca il volo.

Gabbian Kirk Maynard

 

 

Il suo stato prima di prendere il volo

Ora vi saluto sperando che anche questo articolo vi sia piaciuto, se non sapete chi sia “Gabbiano Kirk Maynard” andate a cercare nei vostri vecchi libri di scuola, forse troverete un breve racconto che si intitola “Il gabbiano Jonathan Livingston, chi l’ha letto lo porterà di sicuro ancora nel cuore:  lì dentro c’è la risposta al perché ho chiamato così questo gabbiano. Non ho più rivisto il gabbiano Kirk ma se, come credo, aveva preso solo una botta (perché è impossibile che gli si sia rimarginata una frattura in soli due giorni), adesso starà volando con i suoi simili, che non sono i gabbiani reali del porto perché, se non lo avete ancora intuito da quanto scritto prima, in virtù della sua postura e delle zampe lunghe, non va identificato come gabbiano reale comune bensì come gabbiano reale “Pontico”.

 

 

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