La coppia di lupi della piana di Campo Imperatore

Sembrava una di quelle uscite fotografiche dove a casa riporti il vuoto siderale, il nulla più assoluto: stava per concludersi così la mia uscita il 10 ottobre del 2021, in cerca di fontanili buoni dove appostarmi per riprendere i turdidi. Non ne avevo trovato neanche uno, ma a dir il vero non avevo trovato nessun uccello degno di nota, forse complice il freddo che ancora non era arrivato, fatto sta che avevo rimesso l’attrezzatura in auto e la fotocamera nello zaino, però ad un certo punto, passando per la piana di Campo Imperatore, dico a me stesso: ” Ma che tempo da Lupi, dovesse uscirmene uno mentre ritorno a casa”. Questo pensiero mi spinge a riprendere la fotocamera dallo zaino e a tenerla sul sedile passeggero; si dimostrerà una buona scelta, se non fosse che la macchina fotografica non era settata per scattare alla massima velocità possibile in situazioni occasionali dove si ha poco tempo per ragionare, insomma, l’ho pensata giusta ma dovevo pensarla meglio.

Alla mia sinistra vedo atterrare dei grifoni, e già questo mi spinge a cercare la prima piazzola di sosta, ma non faccio in tempo a spegnere il motore che alla mia destra vedo muoversi qualcosa…..non ci sono dubbi si tratta di lupi: slaccio la cintura, abbasso il finestrino, afferro la fotocamera, mi sporgo col busto fuori dal finestrino e cerco di scattare, o almeno ci provo, peccato che la macchina impieghi un’eternità ad agganciare il soggetto. In effetti era impostata per tracciare l’occhio ma in quel momento il mio soggetto si trovava sotto un cielo scuro e nuvoloso, perciò il compito non era facile; ad ogni modo, finalmente aggancio il soggetto e scatto, ma anziché ritrovarmi con centinaia di foto in pochi secondi, realizzo che la macchina era impostata a scatto singolo, quindi dovevo rimettere a fuoco dopo ogni singolo scatto, una tragedia greca…

Come se non bastasse, facendo decidere alla macchina quale occhio mettere a fuoco mi sono ritrovato a fuoco l’occhio del lupo più lontano e coperto, anziché quello più vicino e meglio sistemato per la composizione, ma cambiare impostazioni è impensabile: a correre davanti a me ci sono dei lupi, non un istrice! Quindi schiaccio e spero che la macchina fotografica “intelligente” ci capisca qualcosa mentre io le sussurro che fine avrebbe fatto se non avesse scattato almeno una foto buona.

In lontananza si intravede un’auto che comincia a rallentare, non per il rischio di investire i lupi, ma per fare quello che sto facendo anch’io, ossia fotografarli (anche se con il cellullare).

Fatto sta che i due lupi, ben riconoscibili come un maschio e una femmina, continuano a correre uno a fianco dell’altra, fino a raggiungere e superare i grifoni.

Ormai non ho dubbi, deve esserci una carcassa da qualche parte, ma dove?? Sono vicino al bivio che porta al rifugio Raccollo, rigiro con l’auto per accostare nella piazzola di sosta di fronte al rifugio, pensando che la carcassa sia da quelle parti, ma non vedo nulla e ritorno al punto di partenza. Lì vedo un camper parcheggiato e un signore con una macchina fotografica dotata di un bel teleobbiettivo, decido allora di chiedergli se c’è qualcosa di interessante, perché faceva un freddo cane, non avevo il giusto abbigliamento e fare una camminata fuori sentiero in una prateria non è nelle mie abitudini fotografiche. Il signore si rivela essere un tedesco in vacanza e benché il mio inglese sia apprezzabile solo per le emergenze, provo a parlargli e riesco a capire che, come pensavo, c’era una carcassa di un vitello dietro il rifugio Racollo. La presenza di carcasse di animali da allevamento non è una novità lassù, con l’arrivo dei primi freddi succede spesso che qualche animale vecchio o appena nato ci rimanga secco, ma vedere una carcassa è cosa assai rara, lassù ci sono i grifoni che fanno piazza pulita in poche ore. Funziona così: un animale crepa, un grifone scende per cibarsene, gli altri grifoni ne sono attirati e accorrono, ma si portano dietro anche i corvi imperiali che, essendo intelligenti, capiscono che se un grifone scende a terra c’è qualcosa da mangiare, e infine ecco arrovare i lupi.

Voi adesso penserete che sia finita qui… mica tanto, perché mentre rivedo le mie foto in auto mi ritrovo i lupi che riattraversano la strada, stavolta da sinistra verso destra, e non riesco a scattare neanche una foto!!!

Vi lascio linkandovi il profilo Instagram del fotografo tedesco con cui ho parlato; ha pubblicato una sola foto di quell’episodio, ma in generale è davvero bravo e merita di essere menzionato:

https://www.instagram.com/beautifulnature_ah/

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