I nibbi in Abruzzo

Gli inglesi lo chiamano Red Kite, che tradotto letteralmente significa aquilone rosso, noi invece lo conosciamo col nome di Nibbio reale (Milvus milvus), ma nel vederlo volare si intuisce subito perché oltremanica gli sia stato affibbiato questo nome: la sua lunga e bellissima coda biforcuta gli permette di planare e di eseguire evoluzioni aeree concesse a poche altre specie di rapaci.

Nella foto sopra si può vedere un adulto di nibbio reale: da notare la coda, con le 5 marcate punte della remiganti e le macchie biancastre sul lato inferiore delle stesse.

Un’altra caratteristica del nibbio reale è quella di portarsi il cibo alla bocca mentre si trova in volo, o addirittura… darsi una grattatina in testa!

Il Nibbio reale ha un “cugino” piuttosto simile a lui, forse non un campione come il reale nel librarsi in cielo: gli inglesi lo chiamano Black Kite, dunque aquilone nero, noi lo chiamiamo Nibbio bruno ma il suo nome scientifico è “Milvus migrans”, che dice già tutto sulle capacità aeree di questo uccello nel percorrere lunghe distanze, infatti è un uccello presente in molte zone del mondo.

In foto sopra un esemplare adulto di Nibbio bruno, un poco più piccolo del Nibbio reale, coda meno biforcuta, niente macchia bianca sulle remiganti, 6 delle quali appaiono simili tra loro a differenza del Nibbio reale.

Anche il Nibbio bruno è capace di portarsi il cibo alla bocca e in Abruzzo è abbastanza facile avvistarli nelle stesse aree, in particolare nelle campagne del chietino: che vi troviate lungo il lago di Bomba o nei piccoli paesi della Comunità montana medio-vastese potete facilmente vederli in aria, questa zona infatti ha rappresentato una roccaforte per la conservazione del Nibbio reale, che, a differenza del Nibbio bruno, è molto più sedentario.

Ma se volessi fotografarli da vicino???

Devo dire che il Nibbio bruno è abbastanza curioso e non tende subito ad allontanarsi se vi vede, il reale invece è più diffidente, ma in ogni caso, quando si ha a che fare con uccelli come questi, tanto rapidi nel volo, il modo migliore di approcciarsi a loro, una volta capito in che zona bazzicano, è quando tira vento, se poi questo non vi basta perché volete fare delle foto ravvicinate e non solo con visuale da sotto in su, il modo migliore è appostarsi nei pressi delle discariche della zona: i nibbi cacciano insetti, rettili, piccoli uccelli, ma anche carogne, e le discariche a cielo aperto sembrano essere davvero invitanti per loro, talmente invitanti da arrivare a dipenderne (la cosa vale specialmente per il Nibbio bruno e si pensa addirittura che la progressiva chiusura delle discariche possa avere un impatto negativo sul numero di individui presenti in Italia).

Sopra potete vedere un Nibbio bruno molto vicino a me (lo capite dalla proporzione dell’ala più vicina) che mi sta scrutando.

Sopra un soggetto non ancora maturo di Nibbio reale: da notare la forma della coda non particolarmente biforcuta e l’occhio scuro.

Queste foto sono riuscito a scattarle appostandomi sopra una collina, sotto la vallata c’era una discarica, è stato un ottimo metodo per poter riprendere il dorso di questi fantastici rapaci.

Alla prossima!!!!

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