Grucciolandia 2017

Sempre più colori nei cieli abruzzesi: anni fa non avevo mai visto i Gruccioni se non in libri e documentari,  li credevo pennuti estranei all’Italia, una di quelle specie che se prendi l’aereo e sei fortunato magari le vedi col binocolo oltreconfine. Poi sono cominciati ad arrivare anche qui da noi, i forum di fotografia naturalistica si riempiono di questi pennuti colorati, fino al punto che non fanno più neanche tanto clamore; noi fotografi ci siamo abituati ai Gruccioni e ogni anno li fotografiamo, spesso per passatempo, credendo che sarà difficile fare qualcosa di diverso dalla volta precedente…….io no, io provo sempre ad alzare l’asticella dell’anno prima.

 

Gruccione in ascesa per rientro nel nido

Maschio con ape da portare alla sua lei….

…..questa lei, non l’altra che se ne sta a guardare

Stretching serale dopo la caccia ci vuole sempre

Gruccione incorniciato dal fogliame

Gruccione con coleottero in atterraggio

Gruccione in planata

Ed ecco qua, questa è la mia collezione primavera/estate 2017, dite che non riuscirò a fare meglio l’anno prossimo ??

Io credo di sì, le idee non mi mancano, semmai il tempo libero, quello si che è sempre più difficile da trovare; un’idea potrei già realizzarla adesso, se non è troppo tardi: quando ti alzi al mattino e te li vedi fuori dalla finestra nei campi vicini, perché porsi dei limiti se gioco in casa ??!!!

Al prossimo anno per la prossima collezione colorata!!!

 

Limicolandia al Tordino

Limicolandia, ovvero quando in primavera alle foci dei nostri fiumi tornano i piccoli limicoli colorati che vanno su e giù in cerca di cibo; quest’anno per via della sua conformazione e della scarsa portata d’acqua, ho scelto il fiume Tordino come luogo in cui fare degli appostamenti: stivali, tappetino yoga e rete fogliata, questi sono gli accessori principali fondamentali per questi scatti. In realtà, come ho già dimostrato, molti limicoli si possono avvicinare anche strisciando a terra, ma io volevo andare nelle spiaggette “in mezzo” al fiume, inoltre alcuni soggetti non sono molto socievoli, ad esempio i gambecchi: presi singolarmente riesco anche ad avvicinarmi ma in gruppo basta che uno di loro lanci l’allarme e scappano via tutti, e lo stesso accade per altri limicoli come i piovanelli. Ma basta con le ciance, eccovi la carrellata di foto.

Il corriere piccolo, presenza fissa, non andrà via ma nidificherà come tutti gli anni qui vicino casa nostra

 

L’ospite di passaggio nel suo abito riproduttivo, il corriere grosso

Il piccolo corriere grosso alle prese con un lombrico

Il piro piro boschereccio

Sempre lui, il piro piro boschereccio, in questa foto maggiormente ambientata si possono intuire le sue dimensioni minute….

……ma non così minute se li si confronta con i gambecchi! Non sono riuscito ad avvicinarmi troppo a loro e loro non si sono avvicinati a me….non stavolta almeno

ed infine il piovanello comune, a sinistra un esemplare quasi in abito riproduttivo, a destra invece un esemplare che ancora deve arrossarsi…

…..ecco cosa intendo, questa foto dello scorso anno rende meglio l’dea di come diventi rosso il piovanello nel suo abito riproduttivo, che in realtà neanche qui è al 100%

Ovviamente queste sono solo alcune delle foto che ho realizzato al Tordino durante i mesi di aprile/maggio, altro materiale lo pubblicherò altrove, magari sulla mia nuova pagina Facebook dove mi sto promuovendo come fotografo a tutti gli effetti, vi piacciono le mie foto ??

Allora cliccate “Mi Piace” sulla mia pagina Facebook 

Alla prossima !!!

 

Lo svasso ingordo

Arriva l’inverno e i porti abruzzesi si riempiono di vita: arrivano svassi maggiori, piccoli, qualche volta pure smerghi, strolaghe, insomma la morsa del gelo stringe e i porti offrono un riparo e cibo a molte specie di uccelli acquatici. Sempre il freddo spinge molti amici pennuti verso la costa alla ricerca di un clima favorevole, ed io nel mio amato porto di Giulianova cerco sempre di trovare qualcosa.

Che arrivassero gli svassi maggiori lo sapevo già, quello che ancora non avevo visto è esattamente quello che voglio proporvi oggi

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Pesca grossa….

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adesso lo rigira e lo prende per la testa

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non scende……

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alzata di testa a 90°

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scrollatina con appagamento finale

Durata della scena:  7 Minuti, con varie immersioni ed emersioni per prendere il pesce per la testa, inoltre per farlo scendere giù ha dovuto anche bere l’acqua di mare; dopo la mangiata, bello e appagato, si è dedicato alla pulizie.

Lo svasso maggiore ha potuto tranquillamente destreggiarsi con il grosso pesce, ma non sempre finisce così: se qualche gabbiano reale fosse passato da quelle parti avrebbe dovuto star attento. Già in passato su queste pagine ho documentato la morte di uno svasso maggiore con un pesce enorme in bocca non velocemente ingoiato, sottrattogli da un gabbiano e ucciso da un altro: il lottare a tutti i costi per una preda enorme non è sempre la scelta migliore!!!

 

Gli scatti di settembre

Salve followers, per il consueto articolo del mese con foto questa volta faccio una piccola eccezione, nel senso che non ci sono foto, o meglio le foto ci sono ma sono incluse nel video che sto per presentarvi.

Ho girato diversi video con una action cam attaccata al mio teleobiettivo, cosicché possiate farvi un’idea di come pratico caccia fotografica ai limicoli che attraversano l’Abruzzo durante la migrazione verso sud. Nella nostra regione non ci sono molte aree paludose particolarmente degne di nota, quindi molti limicoli di passaggio cercano cibo e riposo soffermandosi presso le foci dei fiumi o le battigie meno trafficate delle nostre coste.

Non tutti i limicoli sono diffidenti verso l’uomo e con il passare del tempo e un po’ di esperienza so riconoscere le specie con cui posso tentare un approccio itinerante senza farle scappare, ovviamente con le dovute precauzioni, cioè stando sdraiato a terra e avanzando con ginocchia e gomiti o in alcuni casi strisciando.

Le foto che vedrete all’interno del video sono davvero state eseguite in quella sessione di caccia fotografica e raffigurano in ordine di apparizione:

Pieveressa

Voltapietre

Piovanello Pancianera

Combattente

 

Il ritorno dei guardabuoi

Ci ho messo un bel po’ a partorire un articolo questo mese, il problema è che sono un po’ impegnato con il lavoro ma sono anche alle prese con una scarsità di soggetti e luoghi da fotografare facilmente raggiungibili, nonché una mancanza creativa di idee; poco male, con qualche foto d’archivio e qualcuna nuova fatta occasionalmente oggi vi parlo degli aironi guardabuoi.

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Questo è un airone guadabuoi

L’airone guardabuoi è un uccello della famiglia degli Ardeidi, di taglia media, circa 25/30 cm di altezza; il collo rispetto a molti altri aironi si presenta corto, in inverno il suo piumaggio presenta un color arancio sul dorso e sopra il capo mentre in inverno è completamente bianco. Si nutre di vermi, pesci, invertebrati, anfibi e anche parassiti se li trova sopra il dorso di animali da fattoria come ad esempio mucche o pecore.

Il guardabuoi si vede in Abruzzo specialmente da ottobre fino ad inizio primavera, solitamente poi si sposta un po’ più a nord per nidificare.

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Guardabuoi con preda, una grossa lucertola

I guardabuoi hanno l’abitudine di seguire, in gruppo di minimo dieci esemplari, mandrie di animali da fattoria ma non solo: se vedono un trattore che passa l’aratro non è affatto raro che lo seguano per cibarsi di lombrichi o altri invertebrati tirati fuori dal terreno smosso. Ma è lo stesso anche seguire una mandria, che alla fin fine brucando l’erba smuove il terreno e fa scappare via lucertole, cavallette e altri coleotteri che gli aironi prontamente sono in grado di afferrare in un lampo.

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Per quel che mi riguarda io lo vedo sempre in mezzo alle pecore …..

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………..oppure sopra le pecore, muovendosi insieme a loro spesso e volentieri.

Perchè guadiapecore??……ops volevo dire guardabuoi, bé pare che aiutino un po’ le mandrie di bestiame non solo perché si nutrono di parassiti, come ad esempio le zecche che si trovano sul dorso dei bovini, ma anche perché, essendo dotati di sensi molto sviluppati, avvertono facilmente un imminente pericolo e mettendosi in fuga mettono in allarme anche il bestiame.

La  foto sopra potete vederla in alta risoluzione su 1x.com, sito dove solo il 5% delle foto inviate da tutto il mondo viene accettato per la pubblicazione, potete visualizzarla cliccando Qui

Ultima curiosità, pare che il guardabuoi abbia colonizzato da solo cinque continenti e giri anche sul dorso degli elefanti.

Qualcuno volò sul porto di Giulianova

C’è sempre qualcosa che vola sopra i cieli di Giulianova: gabbiani, aerei, elicotteri e qualche passerotto, ma di sicuro sopra quei cieli non è mai passata e sopratutto fermata la “Sula”. Un evento di birdwatching davvero straordinario, che ha attirato la curiosità di molti, perché la sula è un uccello che qui da noi è tanto bello quanto raro; se fossimo in Irlanda o Scozia ce ne sarebbero a palate, ma che una Sula Bassana si fermi regolarmente per lunghi periodi in un paese al centro del mediterraneo non è raro….di più!!!! _MG_7708

La Sula Bassana nella sua immensa bellezza

La sula è un uccello acquatico di grandi dimensioni, capace di tuffarsi in acqua anche da altezze elevatissime come 50 metri; nel tuffo il corpo affusolato prende la forma di una freccia e riesce ad andare sotto l’acqua fino a 5 metri e, se ciò non bastasse, può nuotare fino ad arrivare a 10 metri di profondità per catturare i pesci. Vi garantisco che a Giulianova la sula si è tuffata più volte fuori dal porto dove l’acqua è alta, ma a volte si è accontentata anche di prede che si trovavano a filo d’acqua e per le quali bastava il volo radente. _MG_7322

Un po’ di stretching mattutino, la sula ha avuto delle barche preferite per fermarsi a riposare la notte o dopo le sessioni di pesca

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Altra particolarità da notare: le linee gialle sulle zampe che terminano dove ci sono le sue unghie _MG_7672

Durante il periodo riproduttivo la testa e il collo assumono colorazioni di un giallo pallido, da notare il bellissimo contorno occhi di un azzurro intenso.

La sula è un uccello che nei confronti dell’uomo si mostra molto socievole, bisogna avvicinarsi a meno di un metro per metterla in allarme ed in effetti molti hanno potuto fare delle riprese video col cellulare, compreso il sottoscritto: dopotutto  quando mi ricapita di vedere una sula in Italia??? In realtà in Liguria, a Portovenere, ci sono tentativi di nidificazione da diversi anni, alcuni anche andati a buon fine, ma si tratta di un caso raro ed eccezionale, che se si fosse ripetuto anche qui sarebbe finito su tutti i libri di ornitologia.  Ogni sera, puntuale come un orologio svizzero, la sula “giuliese” rientrava nel porto, saliva sulle sue barchette preferite (quelle da diporto) e cominciava a darsi alle pulizie e a boccheggiare visto il caldo a cui non è abituata. Ogni volta che rientrava faceva un giro di perlustrazione tutt’attorno, poi atterrava in acqua e balzava sulla barca prescelta. _MG_9506

Vedeva benissimo che gli stavo scattando delle foto ma puntuale com’era non potevo farmela scappare. _MG_9538 _MG_9541

Sula mia, ovunque tu sia, è stato bello averti conosciuta!!!!

Tra i canneti nel mese di Febbraio

Vi siete mai trovati a passeggiare lungo un corso d’acqua vicino a dei canneti nei mesi freddi?? Avete mai visto i canneti muoversi anche senza vento??? Tranquilli non sto cercando di spaventarvi, si tratta dell’appuntamento di febbraio con la natura che ci circonda. Infatti anche in questi mesi freddi è possibile osservare alcune specie di uccelli nelle nostre zone umide, quindi foci dei fiumi o laghetti in zone paludose; in particolare vi parlo di due piccoli uccellini che non stanno mai fermi tra i canneti, sono molto diversi tra loro, in comune hanno solo il fatto che sono veramente frenetici: si tratta del Migliarino di palude e del Pendolino. Il Migliarino di palude fa parte della famiglia degli “Emberizidae”, detto in parole povere “Zigoli”, uccelli dal robusto becco di forma triangolare con tipici disegni e colori nel piumaggio, che si nutrono di semi (in verità, se gli capita, il Migliarino non disdegna neanche qualche ragnetto): andiamo ad osservare. _MG_1006 Migliarino di Palude femmina   _MG_1353 Migliarino di Palude Maschio _MG_1074 Femmina con seme in bocca L’altro esserino che popola le zone umide in questo periodo è come abbiamo detto il Pendolino, lui si nutre di piccoli insetti ma se necessario fa delle eccezioni e si accontenta anche di semi; la mia ragazza lo chiama “Zorro”  per via della sua mascherina nera che, come vedremo, è un po’ più stretta nella femmina e molto ampia nel maschio: ecco a voi il “Remiz pendulinus”. _MG_1170 Femmina di Pendolino, si riconosce anche dal suo dorso bruno, il maschio è di un color ruggine intenso _MG_1340 Maschio di Pendolino, non c’è dubbio, mascherina ampia e dorso color ruggine Non sono un ornitologo ma per mia esperienza sembrano specie molto gregarie fra loro, mi capita spesso di vederne uno emettere un richiamo e altri arrivare a saltellare nei canneti; delle due specie qui elencate quella che più fa dannare l’anima ad un fotografo è senz’altro il Pendolino: velocissimo, frenetico, avere una sua foto pulita senza mosso o micromosso è davvero difficile, ma anche appagante quando si riesce a fotografarlo degnamente. Infatti se c’è una foto che non ho messo qui è la migliore di tutta la serie e si trova nella mia gallery su Juza Forum QUI

Concludo dicendo come è andata a finire con il precedente articolo dove dicevo di non voler mollare la Strolaga Minore….è finita così.

Alla prossima avventura!!!