Limicolandia al Tordino

Limicolandia, ovvero quando in primavera alle foci dei nostri fiumi tornano i piccoli limicoli colorati che vanno su e giù in cerca di cibo; quest’anno per via della sua conformazione e della scarsa portata d’acqua, ho scelto il fiume Tordino come luogo in cui fare degli appostamenti: stivali, tappetino yoga e rete fogliata, questi sono gli accessori principali fondamentali per questi scatti. In realtà, come ho già dimostrato, molti limicoli si possono avvicinare anche strisciando a terra, ma io volevo andare nelle spiaggette “in mezzo” al fiume, inoltre alcuni soggetti non sono molto socievoli, ad esempio i gambecchi: presi singolarmente riesco anche ad avvicinarmi ma in gruppo basta che uno di loro lanci l’allarme e scappano via tutti, e lo stesso accade per altri limicoli come i piovanelli. Ma basta con le ciance, eccovi la carrellata di foto.

Il corriere piccolo, presenza fissa, non andrà via ma nidificherà come tutti gli anni qui vicino casa nostra

 

L’ospite di passaggio nel suo abito riproduttivo, il corriere grosso

Il piccolo corriere grosso alle prese con un lombrico

Il piro piro boschereccio

Sempre lui, il piro piro boschereccio, in questa foto maggiormente ambientata si possono intuire le sue dimensioni minute….

……ma non così minute se li si confronta con i gambecchi! Non sono riuscito ad avvicinarmi troppo a loro e loro non si sono avvicinati a me….non stavolta almeno

ed infine il piovanello comune, a sinistra un esemplare quasi in abito riproduttivo, a destra invece un esemplare che ancora deve arrossarsi…

…..ecco cosa intendo, questa foto dello scorso anno rende meglio l’dea di come diventi rosso il piovanello nel suo abito riproduttivo, che in realtà neanche qui è al 100%

Ovviamente queste sono solo alcune delle foto che ho realizzato al Tordino durante i mesi di aprile/maggio, altro materiale lo pubblicherò altrove, magari sulla mia nuova pagina Facebook dove mi sto promuovendo come fotografo a tutti gli effetti, vi piacciono le mie foto ??

Allora cliccate “Mi Piace” sulla mia pagina Facebook 

Alla prossima !!!

 

Il Parco delle Sorgenti Sulfuree del Lavino

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Siamo nel comune di Scafa, un piccolo paese di meno di 4 mila anime nella provincia di Pescara che, oltre ad avere al suo interno la famosa Oasi WWF del Lago di Alanno, ospita un parco molto interessante, con giochi per bambini, un campetto da calcio, un laghetto. Sembrerebbe un parco come tanti altri se non fosse che all’interno ci sono delle vere e proprio sorgive, ovvero dei buchi nel terreno da cui scaturisce acqua sulfurea, quindi non la solita acqua inodore e incolore (o azzurra quando riflette il cielo).

 

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Ingresso del parco

L’acqua è di un colore turchese e all’inizio, per via delle acque sulfuree, sentirete un odore di acido solfidrico, o semplicemente come direbbe qualcuno di “uova marce”, ma si fa subito l’abitudine e oltretutto fa bene respirarlo.

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Un bell’impatto visivo che ne dite ??

All’interno del parco ci sono diversi ponticelli in legno che permettono di attraversare le acque e il laghetto che si viene a formare, inoltre percorrendo un sentiero si puo’ arrivare a un vecchio mulino. Alcune delle acque sulfuree vanno a sfociare in un fiume lì vicino, altre invece vengono incanalate tramite delle paratoie per mandarle verso il mulino.

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Acque sulfuree che si riversano nel fiume

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Una paratoia che si incontra lungo il sentiero per il vecchio mulino

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Uno dei ponticelli

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Da notare il colore turchese dell’acqua

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L’acqua che giunge al vecchio e rotto mulino, dove non c’è più alcuna pala da far girare.

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Il mulino è chiuso a chiave e quindi non visitabile, ma la porta aveva una fessura che mi ha permesso di infilare la fotocamera con il braccio e questo è l’interno

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La facciata del vecchio mulino

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La foto sopra è un particolare catturato da una sorgiva, foglie secche galleggianti con colori creati dai componenti chimici dell’acqua sulfurea, anidride carbonica, calcio, cloruri e chissà cos’altro.

Vi consiglio vivamente di visitare questo posto magari con la primavera alle porte o in autunno, in estate è comunque molto bello, ma pieno zeppo di zanzare.

Alla prossima!!!!!!

 

 

Le rapide di Santa Lucia

Benvenuti nel mio ultimo racconto di viaggio del 2015; oggi vi racconto il viaggio da Musellaro (PE), all’interno del Parco Nazionale della Majella, verso le rapide di Santa Lucia. Ci tengo subito a precisare che l’itinerario che racconterò è abbastanza semplice ma vi sconsiglio nella maniera più assoluta di seguire questo o qualunque altro percorso che porta alle rapide se non tra giugno e settembre e solo dopo alcuni giorni di meteo buono, infatti come vedremo più avanti le rapide possono essere tanto belle quanto pericolose.

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La partenza del mio viaggio è a Musellaro, vicino ad una vecchia chiesa abbandonata; si entra in un sentiero CAI, con varie indicazioni sui luoghi visitabili.

La prima parte del sentiero è tutta in discesa e non mancano passamani per scendere agevolmente, la prima cosa che ci ritroveremo di fronte è una vecchia centrale dell’Enel, ormai non più funzionante e con dei macchinari buttati lì davanti.

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Una prima parte piuttosto semplice

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Basta stare attenti a non scivolare sul terreno o sulle rocce durante la discesa ma i passamano in legno ci aiutano.

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Si comincia ad intravedere la centrale Enel

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Eccola….

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Ed ecco il retro, con quello strano macchinario che sembrerebbe essere una pompa.

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Foto in infrarossi del rottame fuori dalle la centrale

Superata la centrale Enel non ci resta che attraversare un ponte li vicino, dopo si va a sinistra e si costeggia il fiume seguendo un sentiero, le bandierine del CAI sugli alberi ci permettono di non sbagliare strada.

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Il ponte da attraversare, da notare la brina sugli alberi…..ecco, qui fin qui la brina non rappresenta un problema, ma più tardi capirete che lo è !!!

Preso il sentiero alla sinistra del ponte che costeggia il fiume, arrivati ad un certo punto è necessario attraversare un piccolo fiumiciattolo, nulla di che, delle pietre disposte lungo il sentiero permettono l’attraversamento facilmente e senza bagnarsi, tuttavia dopo comincia la salita.

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Il fiume alla nostra sinistra attraversa muri rocciosi imponenti, non sporgetevi troppo!!!!

La salita presenta un punto panoramico sulla sinistra per poi concludersi verso un vecchio rudere abbandonato

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Abitazione abbandonata fotografata in infrarosso.

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Stesso luogo ma con fotografia tradizionale.

Arrivati a questo punto troverete cartelli con indicazioni, da qui infatti si può arrivare fino alla frazione di San Tommaso nel comune di Caramanico Terme, dove potreste vedere una chiesa molto antica risalente al 1200 circa, ma se le rapide sono nel vostro interesse, si gira a sinistra.

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Su alcune pareti rocciose che costeggiano il fiume sono state rinvenute antiche incisioni rupestri.

I punti panoramici sono tanto belli quanto pericolosi se ci si sporge molto, “ATTENTI”.

Una volta giunti al rudere e dopo aver girato a sinistra, dalla salita si passa alla discesa, ed è proprio una discesa abbastanza ripida che ci condurrà alle rapide. Le pareti rocciose che circondano il fiume sono levigate dal fiume stesso, lisce pareti calcaree, bellissime nella loro forma a serpentina, assolutamente da vedere ma molto scivolose.

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Ecco cosa intendo per bello e pericoloso!!!

Se sono giunto fin qui è solo dopo aver valutato il rischio e aver realizzato fino a che punto potevo avvicinarmi; ho camminano gattoni utilizzando come bastone il treppiede della fotocamera con tutte e tre le gambe aperte e con i piedini in gomma ben saldi, muovendomi solo in punti in cui anche se fossi scivolato non sarei finito dentro il fiume perché un piccolo avvallamento della roccia mi avrebbe fermato.

Ecco il motivo per cui vedete poche foto e per cui insisto ancora una volta a raccomandare di non andare se non in estate e col sole, tenendo anche presente che la portata d’acqua in estate è minima e se proprio finite nel fiume un bagno non vi farà poi troppo male.

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Rimettendosi sul sentiero si può proseguire a costeggiare il fiume; per via del bagnato sulle lisce pareti calcaree di cui è formato il canyon non mi è stato possibile avvicinarmi più di tanto, io ci tengo alla mia vita, voglio ancora continuare ad esplorare questa fantastica regione chiamata Abruzzo!!!!

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Il Merlo Acquaiolo

Il tema di questo blog è l’Abruzzo e la natura che lo circonda, questa volta però ho fatto un piccolo sconfinamento che credo mi perdonerete; infatti il simpatico uccellino di cui parlerò in questo articolo è stato trovato da un amico sul fiume Tronto, che per un lungo tratto determina il confine tra l’Abruzzo e le Marche. Ecco, io ero sulla sponda sbagliata, anche perché a pensarci bene il sole l’avrei avuto maggiormente a favore dall’altra parte ma era un po’ difficile piazzare la tenda.

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Il Merlo Acquaiolo

Buffo vero?? Il Merlo Acquaiolo è un uccello lungo ca 17/19cm, un po’ panciuto, ama i torrenti e le rapide, vuole un ambiente in l’acqua scorre velocemente, e qui viene il bello: sa nuotare e camminare sott’acqua. Da un sasso, di solito al centro del torrente, si tuffa in acqua fino nel fondale dove è in grado di spostare rocce in cerca di larve, è quasi esclusivamente insettivoro con una predilezione per gli insetti nello stadio larvale che si trovano nei fondali.

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Nella foto sopra ha catturato una specie di cimice (non sono esperto di insetti)

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Ora ci credete che nuota?? E ci riesce anche controcorrente!!

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Il re dei torrenti

Se il Martin Pescatore è il re pescatore (gli inglesi lo chiamano Kingfisher), il Merlo Acquaiolo per me è il re dei torrenti. Anche se occasionalmente prende piccoli pesci non si butta dall’alto, ma fa vere e proprie immersioni; è nato per vivere in acqua, vola basso sopra lo specchio d’acqua e i piccoli, non appena sono in grado di prendere il volo, eseguono il loro primo bagno, che non sempre, ahimè, finisce nel migliore dei modi, ma se sopravvivono l’acqua sarà il loro habitat per tutta la vita, infatti anche in volo seguono la direzione del torrente.

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La corrente?? Gli fa un baffo!!!

Il Merlo Acquaiolo è un uccello protetto di cui è vietata la caccia, lo trovate principalmente in montagna in torrenti con rapide e osservarlo in azione è stupefacente!!!

 

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Che piova o che sia buon tempo lui sarà lì, nel bel mezzo del fiume, su una roccia, nel suo territorio…..

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…….nel fare ciò per cui la natura l’ha plasmato, nuotare!!!!

 

Appunti di “Caccia Fotografica”

 

Bella la foto sotto vero ??

Egretta Garzetta

Egretta Garzetta in abito nuziale 

Sono sicuro che vi piace e magari vi piacerebbe poterla fare, altrimenti cosa ci fate in un blog chiamato fotoabruzzo che vi parla di caccia fotografica e paesaggi??

Bene, se vi piacciono le foto di animali che vedete in giro nelle varie community in cui si possono contare tutte le piume o i peli, avrete sicuramente notato, guardando i dati di scatto, che dietro questi scatti ci sono sempre macchine reflex molto costose, obbiettivi spesso ancora più costosi e la sensazione generale che chi sta dietro la macchina fotografica sia dannatamente bravo ( grazie, so che state pensando a me ^_^) !!!!

Ora però voglio svelarvi un piccolo segreto che non tutti vi diranno e che ad alcuni di voi che vogliono cimentarsi in questa pratica farà piacere sentirsi dire ovvero:

“Potete essere ricchi sfondati e acquistare il meglio del meglio del mercato ma questo non basterà per fare belle foto”

Sebbene vedete che in molti utilizzano macchine con prestazioni elevate in termini di velocità autofocus e di raffica abbinate a lunghi teleobiettivi, con solo questi 2 elementi non farete un bel niente !!!

La fauna, e specialmente l’avifauna, è diffidente verso l’uomo in Italia a causa della tradizione venatoria che c’è nel nostro paese e inoltre non è sempre semplice capire dove andare per fotografare; per esempio  voler fotografare un camoscio, simbolo del Parco Nazionale del Gran Sasso, può voler dire andare sul posto diverse volte, studiare il contesto e informarsi ben bene, oppure potreste ritrovarvi dopo 100 chilometri di auto senza aver visto niente perché non sapevate che dove una volta c’era il recinto di ripopolamento dei camosci ora è vuoto, con l’auto graffiata per colpa delle anguste stradine di montagna e con il carrozziere che vi chiede 200 euro ( mi ricorda qualcuno . . . . ). Tutto questo per dire che si deve dedicare molto tempo alla caccia fotografica (senza contare i soldi per la benzina), tempo che potreste non avere, e se ne avete non basta neanche, credete forse che l’animale che avete davanti stia li ad aspettarvi e magari si metta anche in posa ?? Certo, qualche volta può succedere che prima di darsela a gambe vi guardi un po’ incuriosito e poi vada via e in quel breve lasso di tempo magari riuscite a scattare una buona foto ma si tratta pur sempre di un’eccezione !!

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Stiaccino ,mi aveva visto ma fino ad una certa distanza non si spaventava e mi guardava incuriosito 

Le ottime foto si fanno con gli appostamenti, muniti di capanno o telo mimetico o comunque vestiti in maniera consona per non essere visti (meglio evitare le tinte unite), anche mimetizzare l’obbiettivo sarebbe buona norma. I luoghi in cui appostarsi possono variare in base a cosa volete fotografare ma essenzialmente avere un corso d’acqua vicino fa aumentare le possibilità di trovarvi di fronte un animale, per esempio non è raro vedere un uccellino come un cardellino che si ferma in una pozzetta d’acqua a fare il bagnetto e tutto questo fa entrare in gioco un altro elemento: la pazienza, sei una persona paziente tanto da startene silenzioso ad aspettare ???

Cardellino ,bagnetto

Non è raro vedere vari tipi di uccelli farsi il bagnetto nei fiumi dove l’acqua è bassa e con lento scorrimento 

E non vi ho ancora detto che il momento migliore per vedere animali è alle prime luci del giorno, quindi dopo una settimana di lavoro sognate un bel sonno e invece . . . dentro un capanno, magari con zanzare, tafani e mosche che vi girano intorno e il pensionato di turno che vi prende per matti, bene che vi vada date lezioni di ornitologia ma sulle interazioni sociologiche tra il fotografo naturalista e i passanti potrei scrivere un articolo a parte. . .

Adesso il mio sesto senso mi dice che state pensando di visitare parchi/zoo, ebbene vi dico subito che non ho visto finora un parco o uno zoo dove non vi sia almeno qualche animale con comportamenti ossessivi-compulsivi, magari un felino che gira sempre in tondo oppure, nel caso degli uccelli, due maschi che si imbeccano come se uno fosse un piccolo che si fa imbeccare dalla madre: questo atteggiamento, che molti ignorano, non è un comportamento “carino” ma un modo per darsi coraggio a vicenda, una cosa tipo:

– “Sono stufo di stare qui dentro, i bambini mi rompono sempre le scatole”

e l’altro:

– “Dai ti passo ‘sto pezzetto di cibo, non ci pensare !!!”

Corvi Imperiali

Due corvi imperiali adulti  in cattività , questo atteggiamento è per darsi coraggio a vicenda 

Riassumendo, vi serve prima di tutto:

Pazienza/Sopportazione

Essere un po’ John Rambo( per il mimetismo)

Tempo libero

Etica: il buon cacciatore fotografico caccia, non va allo zoo se non con la famiglia.

Avete tutti questi requisiti ?? Se si potete ora procedere all’acquisto dell’attrezzatura necessaria; in questo non voglio addentrarmi molto, potete trovare tutte le informazioni che volete dentro i forum utilizzando un particolare tasto con scritto “Cerca” che non ho mai capito perché in molti non hanno ancora imparato ad utilizzare !!!

Ovviamente l’attrezzatura costa ed è importantissima per ottenere buoni risultati, per cosa state facendo sacrifici ??? Per portarvi a casa foto in cui lo sfondo è impastato e il soggetto risulta non nitido o non bene messo a fuoco perché l’obbiettivo che avete preso usato soffre di front/back focus e la vostra macchina non può correggerlo perché di fascia bassa ??

Io credo di no, e qui si apre un altro paragrafo ancora, anche piuttosto rognoso, e per spiegarvelo citerò Scott Kelby:

Avete un rapporto saldo con la vostra compagna/moglie ??

Dormite sereni la notte e non sognate pistole ??

E’ bene sapere come siamo messi con questi due punti altrimenti potreste ritrovarvi con il mutuo della casa in una mano e nell’altra un catalogo in cui avete trovato un 400mm f/5.6 in offerta a mille euro.

Volete sapere perché faccio tutto questo ??; Lo faccio per passione ,tornare a casa dal lavoro e vedere che è arrivato il pacchetto con la stampa su alluminio di una foto molto bella e gradita , che mi è costata molto sacrificio appesa sulla mia parete davanti a questo Pc , dà una bella sensazione , ogni tanto alzo la testa dal monitor e le guardo , ogni singola foto  ha una storia dietro !!!

Evvaiiii

Autoritratto eseguito appena tornato da lavoro la sera dopo aver scartato il pacchetto

La foto in questione l’ho pubblicata solo su Juza , sito molto frequentato da appassionati birdwatcher e da ottimi fotografi !!!

Cliccate QUI per osservarla !!

Tra Alba e Martinsicuro

Tra Alba Adriatica e Martinsicuro scorre un torrente , il torrente Vibrata e sotto il classico ponte di legno simile a quello di Giulianova e Tortoreto

Alba Adriatica di Sera

Se vi chiedete cosa c’e di bello li intorno è perché molto probabilmente non vi avete passeggiato intorno , specie in questo periodo primaverile una bella passeggiata come quella che ho fatto io con la mia ragazza mi ha fatto portare a casa scatti belli e simpatici , lungo la foce raffigurata in foto sopra è possibile trovare , Germani Reali , Nutrie , Garzette e tanti simpatici amici uccellini come la Ballerina Bianca, il Lucherino , Pettirosso e devo dire che a parte la Garzetta diffidente come qualsiasi uccello che faccia parte della famiglia delle ardeidi , gli altri sono stati abbastanza socievoli seppur non tutti fotografabili perché o in cima a qualche albero o appollaiati tra i canneti .

Ballerina bianca (2) IMG_9898 IMG_9899 IMG_9901

In sequenza potete vedere  la Ballerina Bianca che ho trovato nel cercare cibo dove si trovano i germani , sempre molto elegante e che a differenza di molti altri uccelli non saltella a terra ma cammina mantenendosi in equilibrio con la coda che agita sempre , poi il Germano Reale maschio nella sua tipica colorazione di quando si entra nella stagione degli amori e la femmina , quest’ultima è sempre meno numerosa rispetto ai maschi che se le contendono , hanno loro il compito di stare a terra a covare le uova e in quel periodo per costruirsi il nido si strappano anche le piume e non sono in grado di volare , il loro piumaggio infatti è un piumaggio da mimetismo che le permette di non farsi notare dai predatori , ma  comunque ci sono e non sempre passano inosservate e questo spiega perché ve ne sono  meno rispetto ai maschi , poi abbiamo la garzetta e sotto una simpatica scena con una nutria che mangiava un pezzo di pane e una femmina di germano girandogli attorno voleva provare a rubarla , non vi è mai riuscita .

Nutria con pane

Tutto questo con una passeggiata , che dite vale la pena farsi un giretto se siete di passaggio o vi annoiate dei soliti posti.

I Cormorani

Per chi non li conoscesse i cormorano sono uccelli acquatici che si trovano lungo corsi d’acqua come fiumi o foci degli stessi , e simile ad un enorme papera con il piumaggio nero e il becco ad uncino , in Abruzzo ho avuto modo di vederli e fotografarli nel fiume Tordino ma sopratutto ce una vasta colonia di cormorani nella foce del fiume Vomano , forse se siete di Giulianova ( perché no , dopotutto si chiama fotoabruzzo il blog) sicuramente ne avrete visto uno nella foce del fiume Tordino , un esemplare adulto che si trova li stazionario che penso per via dell’eta non sia più in grado di volare , già perché i cormorani volano anche se preferisco farlo dopo aver fatto asciugare le loro piume , i giovani cormorani si differenziano dagli adulti per il piumaggio ,solitamente hanno delle piume bianche sul petto Cormorano Becco del cormorano Salto del cormorano Sopra il fiume adulto e giovane Asciugatura delle penne il volo

Nelle foto (cliccate sopra per ingrandirle) pubblicate potete vedere tutte le caratteristiche di questo uccello che vi ho elencato , adesso però vi dico alcune curiosità che ho scoperto cercando nel web , i cormorani sono presenti in tutti i continenti ed in cina si allevano cormorani anche per la pesca , i pescatori mettono un anello al collo del cormorano in modo che non possa inghiottire il pesce e dopo glie lo tirano fuori , non ci credete . . . . . . . . .guardate un po Qui 

E un uccello molto affascinante che per le sue abilità di pesca si è trovato anche molto in conflitto con l’uomo , ed è stato ucciso in maniera indiscriminata in passato , può andare sott’acqua fino alla profondità di 6 ed ha come cugino il marangone minore e il marangone dal ciuffo , sotto un esemplare di marangone minore , spesso questi si trovano vicini nelle colonie dei cormorani

Marangone minore

Infine vorrei dire di rispettare questi animali , mi è capitato di vedere persone che gli tirano le pietre per provocare loro una reazione quando questi non stavano altro che immobili ad asciugarsi le penne , ricordo infine che le foto sono protette da Copyright ,rispettate anche la mia passione , se le volete contattatemi ,per gli amanti dei dati tecnici le foto sono state scattate con tamron 70-300  vc  e sigma 150-500 Apo Dg HSM .

Ciao e alla prossima  !!!!