I Trabucchi di Fossacesia

Da Francavilla al mare fino a Vasto si estende la famosa Costa dei Trabucchi, nel mezzo c’è la città di Fossacesia; non ho molto da dire su questa città, è semplicemente stupenda, non solo la parte della costa ma anche il centro storico ha il suo fascino, vi riassumo ciò  che ho visto nelle mie foto.

Il centro Storico

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La vita nella città

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Il palazzo Mayer, costruito intorno al 1834, all’interno è stata inglobata una chiesa, è visitabile prenotando.

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Tenuta di caccia della famiglia Mayer,  come avrete intuito parliamo di una famiglia borghese dell’800.

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La chiesa di San Donato

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Abbazia di San Giovanni in Venere

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La parte posteriore

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Particolare della porta di ingresso laterale

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L’interno

Al di là di quello che vedete c’è molto altro, il belvedere sulla costa, il chiosco dietro l’abbazia, la chiesa del Santissimo Rosario, la piazzetta dei lettori, scorci molti belli e vicoli curati !!!

 

I Trabocchi

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Direi che le immagini parlano da sole ma se non bastasse per farvi preparare le valigie vi dico anche un’ altra cosa….

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……si mangia divinamente !!!!!!

 

 

 

 

 

Il Parco delle Sorgenti Sulfuree del Lavino

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Siamo nel comune di Scafa, un piccolo paese di meno di 4 mila anime nella provincia di Pescara che, oltre ad avere al suo interno la famosa Oasi WWF del Lago di Alanno, ospita un parco molto interessante, con giochi per bambini, un campetto da calcio, un laghetto. Sembrerebbe un parco come tanti altri se non fosse che all’interno ci sono delle vere e proprio sorgive, ovvero dei buchi nel terreno da cui scaturisce acqua sulfurea, quindi non la solita acqua inodore e incolore (o azzurra quando riflette il cielo).

 

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Ingresso del parco

L’acqua è di un colore turchese e all’inizio, per via delle acque sulfuree, sentirete un odore di acido solfidrico, o semplicemente come direbbe qualcuno di “uova marce”, ma si fa subito l’abitudine e oltretutto fa bene respirarlo.

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Un bell’impatto visivo che ne dite ??

All’interno del parco ci sono diversi ponticelli in legno che permettono di attraversare le acque e il laghetto che si viene a formare, inoltre percorrendo un sentiero si puo’ arrivare a un vecchio mulino. Alcune delle acque sulfuree vanno a sfociare in un fiume lì vicino, altre invece vengono incanalate tramite delle paratoie per mandarle verso il mulino.

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Acque sulfuree che si riversano nel fiume

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Una paratoia che si incontra lungo il sentiero per il vecchio mulino

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Uno dei ponticelli

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Da notare il colore turchese dell’acqua

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L’acqua che giunge al vecchio e rotto mulino, dove non c’è più alcuna pala da far girare.

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Il mulino è chiuso a chiave e quindi non visitabile, ma la porta aveva una fessura che mi ha permesso di infilare la fotocamera con il braccio e questo è l’interno

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La facciata del vecchio mulino

Ultima modifica

La foto sopra è un particolare catturato da una sorgiva, foglie secche galleggianti con colori creati dai componenti chimici dell’acqua sulfurea, anidride carbonica, calcio, cloruri e chissà cos’altro.

Vi consiglio vivamente di visitare questo posto magari con la primavera alle porte o in autunno, in estate è comunque molto bello, ma pieno zeppo di zanzare.

Alla prossima!!!!!!

 

 

Le rapide di Santa Lucia

Benvenuti nel mio ultimo racconto di viaggio del 2015; oggi vi racconto il viaggio da Musellaro (PE), all’interno del Parco Nazionale della Majella, verso le rapide di Santa Lucia. Ci tengo subito a precisare che l’itinerario che racconterò è abbastanza semplice ma vi sconsiglio nella maniera più assoluta di seguire questo o qualunque altro percorso che porta alle rapide se non tra giugno e settembre e solo dopo alcuni giorni di meteo buono, infatti come vedremo più avanti le rapide possono essere tanto belle quanto pericolose.

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La partenza del mio viaggio è a Musellaro, vicino ad una vecchia chiesa abbandonata; si entra in un sentiero CAI, con varie indicazioni sui luoghi visitabili.

La prima parte del sentiero è tutta in discesa e non mancano passamani per scendere agevolmente, la prima cosa che ci ritroveremo di fronte è una vecchia centrale dell’Enel, ormai non più funzionante e con dei macchinari buttati lì davanti.

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Una prima parte piuttosto semplice

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Basta stare attenti a non scivolare sul terreno o sulle rocce durante la discesa ma i passamano in legno ci aiutano.

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Si comincia ad intravedere la centrale Enel

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Eccola….

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Ed ecco il retro, con quello strano macchinario che sembrerebbe essere una pompa.

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Foto in infrarossi del rottame fuori dalle la centrale

Superata la centrale Enel non ci resta che attraversare un ponte li vicino, dopo si va a sinistra e si costeggia il fiume seguendo un sentiero, le bandierine del CAI sugli alberi ci permettono di non sbagliare strada.

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Il ponte da attraversare, da notare la brina sugli alberi…..ecco, qui fin qui la brina non rappresenta un problema, ma più tardi capirete che lo è !!!

Preso il sentiero alla sinistra del ponte che costeggia il fiume, arrivati ad un certo punto è necessario attraversare un piccolo fiumiciattolo, nulla di che, delle pietre disposte lungo il sentiero permettono l’attraversamento facilmente e senza bagnarsi, tuttavia dopo comincia la salita.

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Il fiume alla nostra sinistra attraversa muri rocciosi imponenti, non sporgetevi troppo!!!!

La salita presenta un punto panoramico sulla sinistra per poi concludersi verso un vecchio rudere abbandonato

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Abitazione abbandonata fotografata in infrarosso.

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Stesso luogo ma con fotografia tradizionale.

Arrivati a questo punto troverete cartelli con indicazioni, da qui infatti si può arrivare fino alla frazione di San Tommaso nel comune di Caramanico Terme, dove potreste vedere una chiesa molto antica risalente al 1200 circa, ma se le rapide sono nel vostro interesse, si gira a sinistra.

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Su alcune pareti rocciose che costeggiano il fiume sono state rinvenute antiche incisioni rupestri.

I punti panoramici sono tanto belli quanto pericolosi se ci si sporge molto, “ATTENTI”.

Una volta giunti al rudere e dopo aver girato a sinistra, dalla salita si passa alla discesa, ed è proprio una discesa abbastanza ripida che ci condurrà alle rapide. Le pareti rocciose che circondano il fiume sono levigate dal fiume stesso, lisce pareti calcaree, bellissime nella loro forma a serpentina, assolutamente da vedere ma molto scivolose.

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Ecco cosa intendo per bello e pericoloso!!!

Se sono giunto fin qui è solo dopo aver valutato il rischio e aver realizzato fino a che punto potevo avvicinarmi; ho camminano gattoni utilizzando come bastone il treppiede della fotocamera con tutte e tre le gambe aperte e con i piedini in gomma ben saldi, muovendomi solo in punti in cui anche se fossi scivolato non sarei finito dentro il fiume perché un piccolo avvallamento della roccia mi avrebbe fermato.

Ecco il motivo per cui vedete poche foto e per cui insisto ancora una volta a raccomandare di non andare se non in estate e col sole, tenendo anche presente che la portata d’acqua in estate è minima e se proprio finite nel fiume un bagno non vi farà poi troppo male.

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Rimettendosi sul sentiero si può proseguire a costeggiare il fiume; per via del bagnato sulle lisce pareti calcaree di cui è formato il canyon non mi è stato possibile avvicinarmi più di tanto, io ci tengo alla mia vita, voglio ancora continuare ad esplorare questa fantastica regione chiamata Abruzzo!!!!

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Qualcuno volò sul porto di Giulianova

C’è sempre qualcosa che vola sopra i cieli di Giulianova: gabbiani, aerei, elicotteri e qualche passerotto, ma di sicuro sopra quei cieli non è mai passata e sopratutto fermata la “Sula”. Un evento di birdwatching davvero straordinario, che ha attirato la curiosità di molti, perché la sula è un uccello che qui da noi è tanto bello quanto raro; se fossimo in Irlanda o Scozia ce ne sarebbero a palate, ma che una Sula Bassana si fermi regolarmente per lunghi periodi in un paese al centro del mediterraneo non è raro….di più!!!! _MG_7708

La Sula Bassana nella sua immensa bellezza

La sula è un uccello acquatico di grandi dimensioni, capace di tuffarsi in acqua anche da altezze elevatissime come 50 metri; nel tuffo il corpo affusolato prende la forma di una freccia e riesce ad andare sotto l’acqua fino a 5 metri e, se ciò non bastasse, può nuotare fino ad arrivare a 10 metri di profondità per catturare i pesci. Vi garantisco che a Giulianova la sula si è tuffata più volte fuori dal porto dove l’acqua è alta, ma a volte si è accontentata anche di prede che si trovavano a filo d’acqua e per le quali bastava il volo radente. _MG_7322

Un po’ di stretching mattutino, la sula ha avuto delle barche preferite per fermarsi a riposare la notte o dopo le sessioni di pesca

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Altra particolarità da notare: le linee gialle sulle zampe che terminano dove ci sono le sue unghie _MG_7672

Durante il periodo riproduttivo la testa e il collo assumono colorazioni di un giallo pallido, da notare il bellissimo contorno occhi di un azzurro intenso.

La sula è un uccello che nei confronti dell’uomo si mostra molto socievole, bisogna avvicinarsi a meno di un metro per metterla in allarme ed in effetti molti hanno potuto fare delle riprese video col cellulare, compreso il sottoscritto: dopotutto  quando mi ricapita di vedere una sula in Italia??? In realtà in Liguria, a Portovenere, ci sono tentativi di nidificazione da diversi anni, alcuni anche andati a buon fine, ma si tratta di un caso raro ed eccezionale, che se si fosse ripetuto anche qui sarebbe finito su tutti i libri di ornitologia.  Ogni sera, puntuale come un orologio svizzero, la sula “giuliese” rientrava nel porto, saliva sulle sue barchette preferite (quelle da diporto) e cominciava a darsi alle pulizie e a boccheggiare visto il caldo a cui non è abituata. Ogni volta che rientrava faceva un giro di perlustrazione tutt’attorno, poi atterrava in acqua e balzava sulla barca prescelta. _MG_9506

Vedeva benissimo che gli stavo scattando delle foto ma puntuale com’era non potevo farmela scappare. _MG_9538 _MG_9541

Sula mia, ovunque tu sia, è stato bello averti conosciuta!!!!

Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena

C’è in Abruzzo un enorme comprensorio nel Parco Nazionale D’Abruzzo, prima area protetta istituita in Italia nel 1923; in questo luogo ci sono diversi borghi, tre dei quali citati nel titolo di questo articolo e di cui mostrerò qui alcune foto fatte durante la mia ultima visita in questo affascinante luogo.

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Barrea

Barrea è un comune di poco più di 700 abitanti, la parte antica della città è molto bella e curata, direi che si tratta del borgo meglio curato che abbia mai visto in Abruzzo; il paese si affaccia sull’omonimo lago, un bacino artificiale creato sbarrando il corso del fiume Sangro.

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Il lago di Barrea visto dal belvedere del paese

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Un altra veduta del lago da lassù in cima al castello

Nel vecchio borgo di Barrea si trova un castello visitabile al modico prezzo di 1 euro, si tratta di un castello costruito nell’XI secolo, in seguito acquistato da privati e da questi recentemente regalato allo stato. Il castello, seppur danneggiato dal terremoto del 1984, è visitabile e ospita occasionalmente eventi culturali.

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Una veduta del castello all’interno

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Il campanile della chiesa di San Tommaso, costruito nel XIII secolo

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Ed ecco il municipio proprio di fianco alla chiesa di San Tommaso

Come già detto il borgo è molto curato, ci sono molti fontanili al suo interno con buona acqua, e qui sotto potete trovare alcuni scorci:

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Adesso passo a Civitella Alfedena, borgo piccolo (appena 300 abitanti) ma che al suo interno ospita un museo sul lupo appenninico e due aree faunistiche, una dedicata al lupo e l’altra dedicata alla lince. Per area faunistica si intende uno spazio recintato al cui interno sono ospitati gli animali, che vivono in uno stato di semi libertà: non sono proprio liberi ma neanche rinchiusi in un’area troppo delimitata, il che significa che, sì, dentro questi spazi ci sono il lupo e la lince ma non è detto che voi li vediate dai belvedere che vi si affacciano.

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Civitella Alfedena

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Area faunistica del lupo appenninico, c’è voluto un bel po’ perché alcuni lupi si decidessero a girare la collina e farsi vedere, di solito si mostrano di sera e al mattino presto.

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Una fontana all’interno del paese

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Una veduta del borgo

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Un’altra veduta

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Il ponte che attraversa il lago e che porta da Barrea e Villetta Barrea a Civitella Alfedena senza dover fare tutto il giro del lago

Abbiamo attraversato il ponte e ci troviamo verso sera a Villetta Barrea; questo paesino conta poco più di 600 abitanti, se devo dirvi il vero non è che mi abbia colpito per chissà quale bellezza ma ha una particolarità: il fiume Sangro scorre lì vicino e la mattina e la sera, quando il sole si fa meno bollente, potrete trovarvi davanti scene insolite, guardate sotto…

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Strano vero ?? Se siete del luogo da quello che ho sentito sembra invece una cosa ordinaria

Se si attraversa il fiume Sangro non è difficile vedere cervi che scendono a valle per abbeverasi lungo le rive del fiume; sia chiaro che parliamo di cervi selvatici, sebbene non vedano più nell’uomo un predatore hanno una loro distanza di sicurezza prima di darsela a gambe.

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Quando mi hanno avvistato si sono alzati sulle gambe e mi tenevano d’occhio, poi sono andati via……

 

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…….ma poi sono venuti a brucare nel giardino del parco giochi la sera quando ormai non c’era più nessuno

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L’invasione serale dei cervi, i turisti si distinguevano dai locali perché i primi erano tutti con il cellulare in mano a fare foto, anche dall’interno delle auto.

Famosa a Villetta Barrea la storia del cervo “Oreste”, uno dei primi cervi (maschio tra l’altro) che ha rotto la diffidenza con l’uomo e ha preferito starsene nei giardini pubblici piuttosto che nel bosco….

 

 

 

Santo Stefano di Sessanio

Santo Stefano di Sessanio è un comune di 120 anime in provincia dell’Aquila, questo piccolo borgo fa parte della lista “Borghi più belli d’Italia” e lo è ancora anche se…….per via del terremoto del 2009 sicuramente ha perso molto del suo fascino.

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Una veduta del borgo da una collina (clicca per ingrandire)

Come potete notare dalla foto sopra nel bel mezzo del centro cittadino si erge una torre, si tratta della torre “medicea” ma ora è una torre fatta di ferro, i mattoni sono crollati e se non fosse per i rinforzi metallici molto altro potrebbe crollare ancora.

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La foto sopra sopra dovrebbe rendere bene l’idea di cosa ha subito questo povero borgo nel 2009

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Sopra una veduta estesa del borgo, a sinistra del laghetto c’è “La locanda sul lago”, un buon ristorante dove vi consiglio di pranzare

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Le due foto sopra invece vogliono farvi vedere il panorama che circonda il borgo

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Sicuramente un bel panorama!!

Il borgo di Santo Stefano è un borgo piccolo e praticamente desolato, i turisti non mancano mai anche perché in parte è riuscito a trattenere il suo fascino: le piccole stradine, il laghetto che in estate è meta di pic-nic all’aria aperta e la buona cucina attirano ancora molti visitatori. Per un fotografo di architettura invece non è di certo il massimo, davvero tante impalcature, il mio occhio fotografico cercava quindi di riprendere i dettagli e di evitare elementi sgradevoli, anche se talvolta questi possono trasformarsi in opere fotografiche con una composizione ben riuscita.

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Il fulcro del paese, dietro le spalle della signorina c’è la chiesa madre

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Una via del borgo

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Se la torre fosse rimasta intatta sarebbe stata tutto un altro vedere

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La via che porta verso il centro

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Nel borgo non mancavano cani a riposare nelle varie stradine….stranamente la prima volta che ci sono stato era invece pieno di gatti

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Eccone un altro

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Uno scorcio

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L’abitazione che vi troverete di fronte appena raggiunto il centro del paesino

In fine cos’altro potrei aggiungere, si tratta di un altro bel borghetto tipico Abruzzese, che vi consiglio di visitare se abitate vicino l’Aquila; se invece venite da più lontano vi consiglio il passaggio per Santo Stefano solo dopo aver visto Rocca Calascio che si trova lì vicino e magari già che ci siete anche Castel del Monte. Non è il borgo in sé, ma il luogo dove esso sorge che vi saprà stupire!!!

Uno sguardo oltre l’Italia

Ed eccoci arrivati all’ultimo appuntamento dell’anno; avrei inizialmente voluto parlarvi degli uccelli che si possono vedere in inverno lungo le coste abruzzesi, ma poi ho cambiato idea, voglio parlarvi delle differenze che ci sono tra l’avifauna che conosciamo noi in Italia e quella che si trova nel Nord Europa. Non parlo delle differenti specie di uccelli che sono lassù al nord e che non si possono trovare qui da noi, ma di come gli uccelli del nord si mostrino socievoli a differenza di quelli che abbiamo vicino casa.

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Ballerina nera, specie visibile solo nel Nord Europa, che ci crediate o meno questa foto è stata scattata da una fotocamera Full Frame e un obbiettivo da 200mm con moltiplicatore di focale 1,4 agganciato per un totale di 280mm.

Nella foto sopra abbiamo visto un esempio di quanto si possa arrivare vicini ad un uccello che non abita qui da noi, ma anche con quelli che sono presenti qui da noi la faccenda non cambia.

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Pettirosso, anche questa foto è stata realizzata con una Canon 6D (sensore Full Frame) e come obbiettivo il Canon 70 – 200 f/4 L IS UMS.

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Gazza, stessa cosa, una Full Frame e un 200mm ed eccola qua.

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Svasso Maggiore in abito nuziale, la storia su come è stata realizzata la foto non cambia.

Gli animali che vi ho mostrato sopra non sono tenuti in cattività, nessuna voliera, sono selvatici e girano dentro i parchi londinesi. Nei vari parchi di Londra ci sono tantissime specie di anatre introdotte dall’uomo, ma ad esse si aggiungono tante altre specie di animali selvaggi che hanno sconfitto la paura dell’uomo e si avvicinano in cerca di cibo; alcuni di loro nidificano pure, per un esempio che non lascia dubbio guardate la foto sotto e relativi video da me girati.

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Sedersi in panchina e dare da mangiare ai piccioni può essere un esperienza strana per un italiano, gli Aironi Cenerini vi potrebbero circondare…

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……ma anche gli scoiattoli non scherzano.

 

 

Avete mai provato a fotografare un airone cenerino in Italia???

Se avete provate sapete bene di cosa sto parlando, io per primo sono rimasto incredulo; l’airone cenerino è stato uno dei primi soggetti fotografici all’inizio della mia avventura di fotografo naturalista, per avvicinarlo non si sa quante ne ho provate, poi vai a Londra e te lo ritrovi che ti gira intorno….non l’ho mai più fotografato in Italia…

 

 

Se c’è una cosa in cui Londra è diventata simile a Roma è l’enorme abbondanza di gabbiani, socievoli anche questi, molto socievoli…..

 

 

Tutto questo non accade solo a Londra, accade là dove non c’è una tradizione venatoria come in Italia.

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Questo coniglietto ripreso nelle campagne inglesi, sopra la scogliera di Dover, scappava ma la sua distanza di sicurezza rientra in un raggio d’azione di un obbiettivo da 300mm.

Mi è capitato diverse volte sui vari forum online gente che consigliava ottiche lunghe per l’avifauna in Italia, alcuni si sono chiesti come mai: be’, eccovi spiegato il motivo, in Italia senza un obbiettivo da 400mm su un sensore ridotto APS-C non si va da nessuna parte, alcune volte con appositi appostamenti e capanni si riesce anche con meno ma non avete idea di quanti scatti vi perdiate. La foto che mostro sotto è molto significativa su cosa ci vuole in Italia e su cosa basta invece nel Nord Europa.

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A sinistra un 500mm + extender 1,4 su una reflex con sensore APS-C (1120 mm effettivi), a destra una fotocamera Full Frame con un obbiettivo 70-200mm (200 mm effettivi, se 300 mm è meglio) , il primo è molte volte necessario per l’avifauna italiana, il secondo per il Nord Europa.

Se con questo articolo di fine anno ho voluto parlarvi di queste differenze c’è un motivo, volevo portare il lettore (cioè tu) a riflettere su quanto di buono può offrire questo paese in fatto di patrimonio naturalistico; basti pensare che qui da noi tra uccelli di passo e quelli stanziali si supera la soglia di più di 400 specie diverse di uccelli, ma ahimè non si presta attenzione a tutto ciò, si preferisce ancora il piombo al binocolo e il termine birdwatching non si sa cosa sia mentre in America l’osservazione degli uccelli è un hobby molto praticato tanto da aver ispirato anche una bellissima commedia intitolata “Un Anno da Leoni “che invito a vedere.

Ed ecco quindi che io mi auguro un nuovo anno con molta più attenzione per l’ambiente e gli esseri viventi che la popolano…

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