Limicolandia al Tordino

Limicolandia, ovvero quando in primavera alle foci dei nostri fiumi tornano i piccoli limicoli colorati che vanno su e giù in cerca di cibo; quest’anno per via della sua conformazione e della scarsa portata d’acqua, ho scelto il fiume Tordino come luogo in cui fare degli appostamenti: stivali, tappetino yoga e rete fogliata, questi sono gli accessori principali fondamentali per questi scatti. In realtà, come ho già dimostrato, molti limicoli si possono avvicinare anche strisciando a terra, ma io volevo andare nelle spiaggette “in mezzo” al fiume, inoltre alcuni soggetti non sono molto socievoli, ad esempio i gambecchi: presi singolarmente riesco anche ad avvicinarmi ma in gruppo basta che uno di loro lanci l’allarme e scappano via tutti, e lo stesso accade per altri limicoli come i piovanelli. Ma basta con le ciance, eccovi la carrellata di foto.

Il corriere piccolo, presenza fissa, non andrà via ma nidificherà come tutti gli anni qui vicino casa nostra

 

L’ospite di passaggio nel suo abito riproduttivo, il corriere grosso

Il piccolo corriere grosso alle prese con un lombrico

Il piro piro boschereccio

Sempre lui, il piro piro boschereccio, in questa foto maggiormente ambientata si possono intuire le sue dimensioni minute….

……ma non così minute se li si confronta con i gambecchi! Non sono riuscito ad avvicinarmi troppo a loro e loro non si sono avvicinati a me….non stavolta almeno

ed infine il piovanello comune, a sinistra un esemplare quasi in abito riproduttivo, a destra invece un esemplare che ancora deve arrossarsi…

…..ecco cosa intendo, questa foto dello scorso anno rende meglio l’dea di come diventi rosso il piovanello nel suo abito riproduttivo, che in realtà neanche qui è al 100%

Ovviamente queste sono solo alcune delle foto che ho realizzato al Tordino durante i mesi di aprile/maggio, altro materiale lo pubblicherò altrove, magari sulla mia nuova pagina Facebook dove mi sto promuovendo come fotografo a tutti gli effetti, vi piacciono le mie foto ??

Allora cliccate “Mi Piace” sulla mia pagina Facebook 

Alla prossima !!!

 

Il Voltapietre

IMG_7170 copia

Un altro appuntamento con gli amici pennuti che si possono incontrare sulla spiaggia nel periodo migratorio; lo si può vedere mentre va a nord a inizio primavera per nidificare solitamente lungo le coste Scandinave e di nuovo a settembre per andare verso sud. Sverna in diversi habitat costieri, secondo la mia guida di birdwatching non è facilmente visibile in Italia, la sua presenza è piuttosto scarsa. . . . però l’ho beccato lungo la foce del fiume Tordino.

IMG_7222 copia

Il suo nome è Voltapietre e nella foto sopra potete ammirarlo proprio ben benino, a dir il vero non è che sia particolarmente bello: si tratta di un limicolo di 21- 24 cm , ha le zampe arancioni e un marcato disegno sul petto. Il Voltapietre diventa abbastanza bello nel suo abito estivo, quando il maschio mostra un colore sul dorso praticamente  arancione, mentre la femmina è di un arancio un po’ più spento. Nella foto sopra non saprei identificare il sesso, ma una cosa è sicura: l’abito è ormai quello invernale; in fondo quando sono state scattate queste foto era fine settembre e di arancio restavano solo le zampe.                                                                                                  

IMG_7257

IMG_7259

IMG_7258 copia

Ne ho incontrati due e sono riuscito a fotografarli abbastanza facilmente, stavano cercando il cibo insieme e ce n’era in abbondanza, il che mi ha permesso di avvicinarmi abbastanza senza che badassero poi tanto alla mia presenza. Capito a quale distanza cominciavano ad avere timore mi sono sdraiato sulla spiaggia avanzando gattoni; le foto infatti non sono ritagliate, sono solo ridimensionate per occupare poco spazio sul blog. Vi giuro che il loro nome non è affatto casuale perché una volta l’ho visto fare con i miei occhi . . . . questi le pietre le rigirano sul serio per trovare il cibo!!!

Alla Prossima!!!

Storia di un amore difficile

Le storie d’amore non sono difficili solo tra gli esseri umani, certe volte anche per gli uccelli maschi è dura stare dietro alle esigenze di una femmina perché le femmine sono molte selettive; la storia che sto per documentarvi ha come protagonisti il Gruccione, una specie di uccello variopinto, migratore regolare nel nostro paese, insettivoro e anche famoso per il “dono”. Il maschio deve saper dimostrare di saper cacciare cibo per poi porlo in dono alla femmina, la quale, se trova il cibo del suo spasimante gradevole, alla fine “potrebbe” permettere al maschio di accoppiarsi con lei: insomma è una tipa difficile !!!!

IMG_3876

Questo è un gruccione maschio che ha predato una farfalla.

IMG_3889

Questa è una femmina che, attirata dal verso del maschio, si fionda velocemente da lui: sono esseri velocissimi, davvero una sfida fotografarli in volo.

IMG_3915

In questa scena il maschio porge alla femmina la farfalla ma lei che fa??

IMG_3896

Dopo averla presa sembra assaggiarla; negli occhi del maschio vedo già un barlume di speranza che può copulare con lei ma . . . . . .

IMG_3934

….. a lei non piace e lascia cadere la farfalla a terra, che per inciso non toccherà mai terra perché, come spiegato prima, i Gruccioni sono missili volanti.

IMG_3962

E il maschio ritorna con la farfalla fatta cadere dalla femmina, la quale . . . .

IMG_3953

. . . .la assaggia di nuovo, e di nuovo la lascia cadere, e il maschio cosa fa ??!!

IMG_3936

. . . .riporta di nuovo quella stessa identica farfalla . . .

IMG_3937

. . .va verso la femmina che fa la difficile e prova a  porgergliela di nuovo !!!

IMG_3991

Ma stavolta la tipa snob non la prende neanche, ed io stufo di scaricare raffiche  da 7  foto al secondo con la mia reflex, decido di fare un video per documentare come va a finire la storia; devo ammettere che non mi è dispiaciuto avere più di una opportunità per riprendere la scena, se sbagliavo le impostazioni delle prime foto potevo rifarmi con la seconda . . .o la terza sequenza dello scambio.

Gustatevi il video e solo dopo proseguite con la storia.

Fossi stato in lui già al primo rifiuto avrei lasciato perdere con la farfalle; ora, se vi state chiedendo cosa avrebbe dovuto fare quel poveretto, ve lo mostro con la foto sotto.

IMG_4051

Andare a prendergli una bella ape, quella è stata di suo gradimento . . . . . . ma una sola non è stata sufficiente, ce ne vorranno molte altre !!!

 

Non so come sia finita, ma francamente se il gruccione poteva andare avanti tutto il giorno per raggiungere il suo nobile scopo, io invece non ce la facevo più: ero camuffato con mimetica militare, reflex compresa ovviamente, e stavo morendo di caldo. Auguro al maschio di raggiungere il suo scopo (e non ho dubbi che alla fine ce l’abbia fatta) e auguro a voi affezionati lettori che la mia storia vi sia piaciuta.

Alla Prossima !!!!

Ps. Una curiosità: i Gruccioni, quando predano insetti dotati di pungiglione, sbattono la preda sul posatoio finché il pungiglione non si stacca dall’insetto, furbi i tipi !!!

Fotografare l’Upupa

Eccovi un ritorno alla caccia fotografica: questa volta vi spiego come fotografare l’upupa. Per prima cosa, quando si vuole realizzare uno scatto di questo tipo occorre essere preparati e conoscere il soggetto con cui si ha a che fare, nonché dove trovarlo. Fortunatamente l’upupa è facile da trovare, non vi svelerò niente di nuovo nel dire che lo trovate nelle campagne; dopotutto, se fosse stato un uccello raro non avrei scritto un articolo su come fotografarlo: non tutti hanno un buon comportamento etico con gli uccelli e  vi consiglio di non dire mai dove trovate nidi o uccelli rari.

Fortunatamente per voi, dunque, l’upupa non è rara e adesso  vi spiego come poterla fotografare; come già detto in precedenza, bisogna conoscerne le abitudini e in questo ci può venire in aiuto Wikipedia, così possiamo capire come si comporta questo uccello molto particolare.

Se avete cliccato sul link di Wikipedia ora saprete che l’upupa si muove a terra per cercare il cibo, preferisce l’orario pomeridiano ed è un uccello insettivoro. A questo punto basta usare un p0′ di logica: se razzola a terra per cercare cibo e il suo cibo sono gli insetti, che si trovano in superficie ma anche sottoterra (e proprio per questo l’upupa ha un lungo becco), secondo voi dove ci sono più probabilità di trovare l’upupa ma sopratutto dove si ha la possibilità  di vederla da vicino e quindi di fotografarla???

Non di certo dove c’è dell’erba alta, ma qui viene il bello: in campagna, d’estate, l’erba non rimane alta per sempre, o almeno non l’erba medica destinata a diventare fieno; una volta tagliata, l’erba viene fatta essiccare per trasformarla in balle e covoni,  ed è in questo momento che nel terreno si possono trovare tante belle e succulente pietanze per gli insettivori. L’upupa è ghiotta di formiche ed altri insetti che si nascondono sottoterra: si fionderà sui terreni appena rasati per cercare, con il suo becco, le gallerie in cui si rintanano i suoi gustosi insetti.

Upupa

 

Sarà anche più facile da avvistare nel pomeriggio ma di sicuro nel primo mattino pensa di più al cibo e bada meno ai rumori; se la sua cresta di alza ha percepito qualcosa.

Vi sembra fatto il gioco??!!!

Non proprio, direi io. Ci sono ancora dei punti da chiarire:

– Come siamo messi con l’abbigliamento

– Chi sono i proprietari del campo in cui ci troviamo

– Accettare il fatto che non potreste trovare l’upupa bensì altri animali che potrebbero non piacervi

– Cosa vi aspettate di ottenere alle fine di tutto questo

Se siete un po’ esperti saprete di certo che non potete andare in giro a fare caccia fotografica vestiti come se steste per andare in palestra: una tuta mimetica è il minimo consigliato, un capanno o un telo mimetico sono necessari per nascondersi al meglio e passare inosservati. Passando al punto successivo, ci sarebbe da dire che, se il campo in cui siete non è vostro, potreste essere osservati con interesse o preoccupazione dal proprietario, e se per caso sul terreno ci sono anche alberi da frutto potreste avere qualche problema, più o meno grande a seconda della sensibilità del contadino. Per esempio, potrebbe accadere che il contadino chiami la polizia con l’intento di farvi internare, dicendo che c’è un matto che va girando per i suoi campi, e direi che non è neanche la cosa peggiore che potrebbe succedervi! 

LensCoat

Copertura mimetica fatta su misura per il mio Canon 400 f/5.6 L , potete anche farvela da soli se siete bravi con la stoffa oppure acquistarla in negozi specializzati.

Risolti i primi due punti, bisogna vedere come appostarsi: sole assolutamente alle spalle, poi secondo me è meglio stare ai bordi del campo e non nel centro, in modo da avere una visuale molto ampia: anche se non avrete il vostro uccello alla portata del teleobbiettivo  per poter scattare o fare video, avrete comunque la possibilità di osservarlo, e magari non ci sarà solo l’upupa: sopra di voi potrebbero apparire una poiana o un gheppio a caccia di prede (ora che il campo è privo di erba risulta più facile cacciare anche per questi predatori), ma potreste avere anche visite inaspettate e poco piacevoli. Bisogna tenerle conto: se il campo, per esempio, è infestato dalle zanzare vi consiglio l’Autan spray tropicale, ma si possono trovare anche animali innocui che non a tutti piacciono; un esempio sotto. 

Natrix Natrix 

Come siete messi con la paura dei serpenti ???

Tranquilli questo qui sopra (Natrix Natrix) non è velenoso e appena si è accorto di me si è drizzato per mimetizzarsi e confondersi con i rametti.

Siamo giunti alla fine dell’articolo e sotto c’è la mia upupa, ora però vi spiegherò cosa voglio dire con il mio ultimo punto: voglio dirvi che qualsiasi sia il risultato finale, a meno che non avrete immortalato una scena inusuale o mai vista prima, se farete un semplice ritratto dell’upupa (che come avete visto poi tanto semplice da fare non è), bé come dirvelo . . . non avrete fatto niente di speciale! Se volete fare quanto sopra riportato dovete ficcarvi in mente che prima di tutto lo fate per stare a contatto con la natura e per poterla osservare in un modo in cui credo che molti di voi non abbiano mai fatto; il risultato finale, se giunge, sarà una foto (o video) ricordo che potrà essere più o meno bella a seconda della vostra bravura, della vostra attrezzatura fotografica e della vostra pazienza. Non aspettatevi altro, non aspettatevi che una foto in cui si contano le singole piume dell’uccello vi faccia vincere concorsi, non è così; chi fa tutto ciò è in primo luogo un birdwatcher e solo dopo un fotografo. Se non ci credete basta cliccare QUI per vedere che di foto dell’upupa ce ne sono veramente tante!

IMG_2509

Upupa

Niente di speciale da come potete vedere, mi ero prefissato standard un po’ più alti però vi assicuro che non mi sono annoiato a stare ad osservale, tra l’altro quel giorno mi ritrovai davanti anche una volpe.

Tra i gabbiani di GIulianova

E’ fine marzo e debbo dire che ho scritto poco, questo non significa che ho visto e fotografato poco, semmai il contrario: potrei parlarvi di Colonella, potrei parlarvi del fatto che sono diventato socio LIPU e sto assistendo all’inanellamento degli uccelli alla riserva naturale regionale Sentina, potrei raccontarvi che una mia foto è finita in finale nel concorso internazionale di fotografia naturalistica “Oasis photo contest” , ma non lo faccio.

Mi piace entrare nella testa del lettore e chiedermi cosa potrebbe pensare di tutto ciò, mi immagino che pensiate che quello di cui non voglio parlare non può essere peggio dei gabbiani di Giulianova, ma non è cosi; non scrivo di Colonnella, per esempio, perché in questo momento non si presta un granché ad essere fotografata, appena entrato in città ho visto tanti di quei ponteggi sulla chiesa ai piedi della scalinata che ho capito che non era il caso di dedicargli un articolo intero.

colonella

 

Colonella come era qualche giorno fa, sul retro stanno facendo anche altri lavori, magari quando ci tornerò sarà migliore.

Ora vi spiego invece perché non posso parlarvi della LIPU che sta inanellando gli uccelli alla Riserva Sentina: semplice, sta nelle Marche e il tema di questo blog è l’Abruzzo, altrimenti lo chiamavo FotoMarche, ma a voi nulla vieta di andarci nel fine settimana e di assistere fino al 30 di questo mese alla cattura e all’inanellamento degli uccelli presenti in riserva in questo periodo di migrazione.

Sentina

La Sentina , giusto qualche metro più in là del confine con le Marche, dopo il fiume Tronto

Ecco alcuni esemplari catturati per essere inanellati e raccogliere dati su età e stato fisico, ovviamente vengono tutti rimessi immediatamente in libertà, la procedura di raccolta dati e inanellamento dura pochi minuti.

Tordo

Tordo

cinciallegra

Cinciallegra

IMG_3033

Usignolo di fiume

IMG_3000

Migliarino di palude

Ora torniamo in tema: perché parlare di gabbiani, quegli uccelli tutti uguali presenti in grandissima quantità a Giulianova o in qualsiasi altro porto dell’Adriatico??

Perché non sono tutti uguali e perché, specialmente nel periodo migratorio, sono presenti anche sulle nostre coste alcuni gabbiani poco comuni o addirittura specie diverse di uccelli a fargli compagnia in riva al mare, non ci credete ??

Guardate sotto !!!

gabbiani comuni 

Questi sono gabbiani comuni, sembrano messi apposta in posa per potervi spiegare la differenza che c’è tra un gabbiano con abito invernale ed uno con abito nuziale (quello con il cappuccio nero in testa)

gabbiano caspio

Questo non è di certo un gabbiano comune: è un gabbiano pontico o se preferite caspio e si differenzia dal gabbiano reale, cui somiglia, per la postura eretta, le zampe lunghe e l’aspetto pettoruto; trascorre da queste parti solo l’inverno, anzi è anche piuttosto raro. Da notare come i gabbiani comuni che gli girano intorno siano insignificanti rispetto a lui per dimensioni.

gabbiano reale

Questo è un gabbiano reale, presente tutto l’anno.

gabbiano corallino

Questo invece è un gabbiano corallino che sta mettendo su l’abito nuziale; dopo averlo messo partirà per riprodursi nel nord Europa. E’ presente da noi in inverno, non è rarissimo ma sempre bello da vedere.

IMG_2976

Ecco un altro gabbiano corallino che però ha messo su l’abito nuziale già al 90%, i suoi ormoni ormai stanno impazzendo, vuole riprodursi e infatti nel momento in cui vi scrivo non ne troverete più neanche uno.

Con i gabbiani abbiamo finito, se siete fortunati e conoscete gli uccelli potreste trovarne anche altri rari ma per questo inverno io mi son fermato qui; come già detto però, spesso in questo periodo hanno ospiti che gli fanno compagnia, giusto il tempo di una breve sosta per poi tornare a migrare verso nord.

IMG_2851

Questi non sono gabbiani, sono Beccapesci !!

beccapesci

Qui si vede meglio la differenza tra un beccapesci e un gabbiano comune.

beccapesci in volo

Beccapesci in volo

cavalieri di Italia

Cavalieri D’Italia. Solitamente li potreste trovare alla foce dei fiumi o nelle paludi, specialmente nel nord Italia e nell’Europa centrale però alle volte succede che si fermino a far compagnia ai gabbiani sulla spiaggia durante il loro tragitto migratorio.

Che dite, è valsa la pena parlarvi di gabbiani o vi ho annoiato ??? Avrei potuto parlarvi di altro come detto prima ma . . . .in fin dei conti un po’ l’ho fatto 🙂

La storia più bella che vi voglio infine raccontare è quella di un gabbiano reale che ho deciso di chiamare Gabbian Kirk Maynard.

Su uno scoglio vidi un giorno un gabbiano ferito, sembrava messo malissimo, aveva un’ala che sembrava spezzata, mi avvicino e lui per paura si butta in acqua lasciandosi trasportare dalle onde, penso per lui già il peggio e la foto sotto fa presagire questo.

gabbiano ferito

Decisamente messo male.

Non potendo fare niente torno a casa, pensando che la natura in fondo è anche questo perché non so che concezione avete voi della natura ma io, benché amo gli animali, non metto aggettivi del tipo “la natura è bella” o quant’altro quando ne parlo, per me la natura è natura, bella e crudele allo stesso tempo.

Due giorni dopo, avendo una mezza giornata libera dal lavoro, torno al porto e lo ritrovo nello stesso punto, questa volta si lascia avvicinare di più e la sua ala sembra stare meglio, io mi avvicino e lui non scappa. Credevo comunque che fosse messo male perché era stanco e malnutrito, mi avvicino a lui a circa 4 metri di distanza e mi siedo su uno scoglio, ero convinto di poterlo catturare perciò chiamo la mia ragazza per farmi dare il numero di telefono della LIPU e purtroppo scopro che il delegato della provincia di Teramo è venuto a mancare; comunque sua moglie, molto gentilmente, mi consiglia di rivolgermi alla forestale o al WWF, bene, io non faccio in tempo a ricomporre un numero di telefono che lui spicca il volo.

Gabbian Kirk Maynard

 

 

Il suo stato prima di prendere il volo

Ora vi saluto sperando che anche questo articolo vi sia piaciuto, se non sapete chi sia “Gabbiano Kirk Maynard” andate a cercare nei vostri vecchi libri di scuola, forse troverete un breve racconto che si intitola “Il gabbiano Jonathan Livingston, chi l’ha letto lo porterà di sicuro ancora nel cuore:  lì dentro c’è la risposta al perché ho chiamato così questo gabbiano. Non ho più rivisto il gabbiano Kirk ma se, come credo, aveva preso solo una botta (perché è impossibile che gli si sia rimarginata una frattura in soli due giorni), adesso starà volando con i suoi simili, che non sono i gabbiani reali del porto perché, se non lo avete ancora intuito da quanto scritto prima, in virtù della sua postura e delle zampe lunghe, non va identificato come gabbiano reale comune bensì come gabbiano reale “Pontico”.

 

 

Il Codirosso Spazzacamino

Bentornati, è da un po’ che non scrivevo ma vi assicuro che non ho smesso di scattare foto, anzi neanche il cattivo tempo mi ferma; con questo articolo torno a parlarvi di un uccellino che spesso si vede sulle nostre coste abruzzesi  (quest’anno ne ho visti davvero tanti nel porto di Giulianova e Martinsicuro). Si tratta di un uccello che fa parte della famiglia dei passeriformi e che si trova in Italia tutto l’anno solo che in estate gli piace il fresco della montagna mentre in inverno scende fino alle coste: parliamo del Codirosso Spazzacamino._MG_0575

Codirosso spazzacamino fotografato a Martinsicuro

Non so chi abbia dato i nomi italiani agli uccelli però chi l’ha fatto non ha certo sbagliato nel chiamarlo “Spazzacamino”: se lo vedete in aree urbane è facile che lo troviate su antenne, tetti e comignoli, e vi giuro che da due anni un codirosso in inverno mi viene a trovare dietro casa e lo vedo spesso sopra il comignolo del mio vicino. Se vedete un uccellino che sta sopra un comignolo e agita la coda e fa inchini state sicuri che al 90% è un codirosso spazzacamino!!!

Ora ve lo descrivo meglio: la femmina ha colori grigi un po’ spenti rispetto al maschio, come anche i giovani nella loro prima estate; il maschio è riconoscibile sopratutto per delle piume bianche che ha sulle ali, generalmente è di un grigio più scuro e sul volto è come se avesse una maschera da Zorro!!!

IMG_0035

Ecco un Codirosso Spazzacamino maschio

_MG_2236

Non ha le placche bianche ed è di un grigio molto chiaro, probabilmente un soggetto ancora immaturo .

Adesso se non vi siete soffermati solo sulle foto ma avete letto anche l’articolo immagino che ne vorreste sapere di più su di lui: è monogamo, costruisce il nido nelle fessure dei tronchi o nelle cavità di rocce ed edifici e depone 4/6 uova;  come alimentazione predilige prevalentemente gli invertebrati anche se in autunno e inverno non disdegna bacche e frutti. A questo punto sono sicuro che vi sorgerà un dubbio in merito a cosa ci fanno degli esseri così sulle scogliere, giusto?? Bé, i codirossi non disdegnano neppure piccoli crostacei e sono tipetti opportunisti e intelligenti; se li vedete saltellare sugli scogli e, com’è tipico da parte loro, dare dei veloci colpi di ala per spostarsi in un altro punto, è per cercare cibo e questo inverno ho capito che la scelta del posto è assolutamente attenta e mirata. Osservando uno Spazzacamino a Giulianova che si faceva sempre un voletto sugli scogli, anche quando il mio scopo era semplicemente passeggiare con la mia ragazza e non fotografare, non potevo non notare che gli scogli sui quali si fermava erano frequentati anche dai pescatori; ebbene, in inverno i pescatori non rinunciano a pescare allo stesso modo in cui i fotoamatori come me non rinunciano a fotografare solo che a me (facendo gli scongiuri) non cade la reflex di mano girando con i guanti di lana, invece può accadere che a un pescatore scivoli di mano un’esca e secondo voi dove finisce un bel vermiciattolo???

_MG_0608

Un esemplare maschio “opportunista” di Codirosso Spazzacamino !!!

Ora direi che siamo arrivati al punto in cui vi chiederete come fotografarlo; spero avrete ormai capito che la caccia fotografica si fa innanzitutto studiando il posto e un po’ di biologia (lo dicono anche i libri che parlano di fotografia naturalistica) e dopo tanta pazienza, oltre che un attrezzatura adeguata, potrete ottenere buoni risultati: il Codirosso Spazzacamino è anche un tipetto spavaldo, sono riuscito a fotografarlo standogli un po’ dietro, specialmente se è in fase di ricerca del cibo non presta molta attenzione a voi, ma è sempre e solo studiando i comportamenti del soggetto che otterrete il meglio, se non ci credete sappiate che nella foto precedente io non dovevo fare altro che aspettare perché sapevo che prima o poi sarebbe andato a posarsi proprio lì!!!

_MG_0545

Foto dedicata a chi ama contare le piume ai pennuti ,clicca per ingrandire !!!

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, le foto sono ingrandibili se ci cliccate sopra seppur ridimensionate a 1200 px sul lato lungo per evitare il furto e l’utilizzo improprio, ringrazio chi mi segue, più di tremila visite in un anno per un piccolo blog come questo non sono poche e continuerò a raccontare dei posti spettacolari di questa regione e degli esseri viventi che la popolano!!

Punta Aderci

L’Abruzzo come si sa è  la regione verde della nostra penisola , la regione dei parchi, uno dei quali è la riserva naturale di Punta Aderci situata a Vasto in provincia di Chieti .IMG_7483

Come potete vedere dalla foto sopra si tratta di un grande tratto di spiaggia costeggiata da un altopiano,  alla fine c’è un alta scogliera che si affaccia sul mare. E’ una riserva un po’ particolare debbo dire: una vastissima parte della spiaggia non è accessibile, la si costeggia tramite un apposito sentiero per non alterare la conformità del terreno dove sono presenti le dune con la flora e la fauna tipiche del posto; questo  infatti è uno dei pochi luoghi in cui i fratini possono nidificare in santa pace senza che nessuna ruspa o nessun cane o persona possa rompergli le uova, mentre la riva del mare è accessibile a tutti e molti bagnanti la frequentano; in virtù di questo, se  il vostro interesse non è la tintarella ma la fotografia naturalistica il periodo più adatto è come al solito tra marzo e aprile , altrimenti rischiate di vedere ben poco !!!

I fotografi in questo posto possono trovare di tutto, per chi ama le macro c’è uno stagno pieno di insetti; tra gli uccelli, oltre ai fratini, ci sono l’occhiocotto, la cappellaccia, il beccamoscino, diversi rapaci e nella parte più a nord oltre il promontorio è possibile anche vedere i gruccioni, l’importante è andare nel periodo giusto, cosa che purtroppo io non ho fatto per via del meteo incerto e non bello di questa primavera. All’alba, prima che la spiaggia si riempisse di bagnanti, ho potuto vedere un po’ di uccelli anche se l’unica foto degna di nota di questo genere è di un occhiocotto , oltre ad alcune foto fatte a dei gabbiani reali in volo, poiché anche loro qui hanno trovato un valido posto in cui nidificare .

IMG_7487

Poco male, la sera quando il sole stava calando e quindi ben si prestava a foto paesaggistiche ho potuto dare sfogo alla mia creatività, ricordo che la luce migliore per i paesaggi d’estate si ottiene all’alba e al tramonto, se poi oltre alla buona luce ci mettiamo un po’ di pazienza e dei filtri Nd davanti al nostro obbiettivo possiamo ottenere foto da favola, ci si può sbizzarrire nel cercare la giusta inquadratura e il giusto tempo di esposizione, date un’occhiata alle foto sotto e ditemi se non è così!!!

Obbiettivi consigliati ??? Tutti, dal tele per gli uccelli (c’è anche un capanno) agli obbiettivi macro per gli insetti e un grandangolo che più angolo di campo ha e meglio è !!

IMG_7647 IMG_7629

Ne ho scattate davvero tante di foto paesaggistiche, il posto merita davvero di essere visitato, se amate la natura, la fotografia di qualunque genere, il birdwatching, allora questo posto visitato in primavera fa per voi, sarebbe un reato non visitarlo, specialmente se in Abruzzo ci vivete !!!IMG_7500 IMG_7485

Devo aggiungere altro per convincervi che Punta Aderci è davvero un posto meraviglioso ???

Bè, se questo articolo e queste foto non vi dicono niente credo che amiate tutt’altri posti, io personalmente sto aspettando il prossimo anno per tornarci, le foto qui pubblicate sono solo la metà delle foto scattate e questo dovrebbe farvi capire quante possibilità offre questo posto  fotograficamente parlando, e nella testa ho già mille idee su cosa e come fotografare ancora  !!!

Punta aderci 77x35

Clicca per ingrandire